Il premio Nobel che ha aiutato il progresso del mondo è nato come forma di riscatto

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Alfred Nobel nacque a Stoccolma il 21 ottobre del 1833. Fino all’età di sedici anni studia privatamente. Sin da ragazzo conosceva francese, tedesco, inglese, russo e svedese. A vent’anni è un autodidatta esperto chimico. Viaggia molto, in Europa ed in America. Il suo nome è evocante il più prestigioso premio al mondo, ma la sua storia inizia con un’invenzione rivoluzionaria che nulla a che vedere con esso: la dinamite.

Questa era un preparato per causare un’esplosione, ma con un buon coefficiente di sicurezza per l’operante, rispetto agli altri metodi del tempo come la nitroglicerina.

Nobel aveva anche doti di imprenditore, se dopo qualche anno si trovò ad avere laboratori di tal prodotto in 20 paesi al mondo. Anche in Italia, nel comune di Avigliana, in Piemonte. Con un giro di affari in continua espansione.

Andiamo ora a karlskonga, un nome quasi impronunciabile. Siamo nella parte più a sud della Svezia. Essa era sede della Bofors, un’industria di armi. Nobel, ormai uomo di ricchezze, compra la fabbrica nel 1884. Fu egli a cambiare la produzione, ovvero dal ferro ai cannoni.

Egli è in viaggio di continuo. A Parigi scrive un’inserzione su un giornale dove cerca una segretaria. Si presenta una donna, che poi diverrà prolifica scrittrice. Lavora con lui solo per una settimana, ma nasce una forte amicizia che sfocerà in un florido carteggio. Ed è in una di queste lettere che troviamo un primo accenno di voler istituire un premio per la pace.
Nobel è attivo in vari campi d’invenzione, persino nella produzione di seta artificiale.

E nel 1896 insieme ad un connazionale, costruisce un razzo che viene lanciato.

Poi nella sua vita avvenne un fatto strano, da cui nacque una sorta di riconversione.

Morì il fratello, ma si sparse voce della sua morte.

I giornali, assomandolo all’invenzione della dinamite, scrissero: “Il mercante della morte è morto”. Ciò gli fece intendere l’immagine che gli altri avevano di lui.

Iniziò quindi a riflettere intensamente sull’uso che le sue scoperte e la loro produzione potevano avere in possibili conflitti bellici.

Ecco allora che mosso da un irrefrenabile desiderio di riscatto, inizia a meditare l’istituzione di un premio prestigioso.

Divenne così un filantropo. E nel suo testamento dispose la maniera in cui dovevano essere investiti i suoi tanti denari. Il capitale.

Così scrisse in esso che venisse istituito un fondo, i cui interessi dovevano essere devoluti annualmente alla persona che facesse la scoperta più importante nella fisica, nella chimica, nella medicina e a chi si era distinto nella letteratura oppure adoperato per la pace.

Nacque una fondazione e nel 1901 si ebbe la prima assegnazione.

Concentriamoci ora sulla parte che riguarda la medicina, in virtù anche dell’impegno medico profuso per la pandemia e per il vaccino.

Quindi parliamo del Nobel dedicato ad essa.

Il suo nome ufficiale è “Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina”.

Ed è d’uopo una specificificazione. I premi Nobel sono assegnati dall’Accademia reale svedese delle scienze, ma quello per la medicina è pertinenza dell’università Karolinska Institutet, che ha sede a Solna, nei pressi di Stoccolma.

È una delle più importanti università del mondo nel suo ambito di competenze.

E dal suo circolo accademico vengono scelti i professori che compongono la giuria che assegna il premio.

Tale consesso segnala il nome e la motivazione ad ottobre di ogni anno ed a dicembre, a Stoccolma, nella “Sala dei Concerti”, si tiene la manifestazione dove il re di Svezia consegna i premi.

Il primo Nobel per la medicina, che fu assegnato nel 1901, andò a Emil von Behring, per una scoperta nella sieroterapia.

L’anno seguente a Ronald Ross per la malaria e nel 1905 a Robert Koch per le scoperte sulla tubercolosi.

Nel 1906 troviamo il primo Italiano: Camillo Giorgi, che insieme a Santiago Ramon y Canal, riceve il premio per le scoperte sul sistema nervoso.

La prima donna premiata con il Nobel per la medicina è Gerti Cori, nel 1947.

Gli altri italiani premiati sono: Salvatore Lauria, Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e Mario Capecchi nel 2007 per l’impegno nelle staminali.
Tra il 1901 ed il 2008 sono stati assegnati 110 Nobel. Tra questi gli Stati Uniti d’America sono al primo posto, segue la Gran Bretagna, la Germania e la Francia.

Nel 2020, nonostante la pandemia, il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato ad Harvey J. Alter, Michel Houghton e Charles M. Rice per la scoperta del virus dell’epatite C.

Questi sono dei cenni sommari su un premio, che non è il motore della ricerca nel campo della medicina, ma che consegna alla storia gli uomini che si sono contraddistinti per dei passaggi importanti da un sistema all’altro.

Quindi Nobel, come intendeva, si è fatto “perdonare” per gli sviluppi non voluti della sua scoperta, perché il suo testamento ha avuto compimento assoluto ed universale.

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