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Il piano climatico italiano manca di strategia finanziaria | Lo scenario

L’Italia dovrà investire 118 miliardi di euro all’anno per decarbonizzare la sua economia, ma non ha delineato una strategia finanziaria chiara per attrarre investimenti privati e destinare le risorse a misure specifiche.

È quanto sostiene Ecco, centro studi dedicato ai cambiamenti climatici, in un commento sul testo completo del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) che il governo ha inviato a Bruxelles questa settimana.

Nel piano il governo ha previsto investimenti complessivi per 830 miliardi di euro nel periodo 2023-2030 per contribuire alla graduale eliminazione dei combustibili fossili, all’aumento delle energie rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

“La stima di investimenti necessari alla transizione non è accompagnata da una concreta strategia finanziaria…

Sono assenti le misure di finanziamento, i fondi pubblici, l’attivazione della finanza privata, gli strumenti di incentivazione e fiscalità”, si legge nel rapporto di Ecco.

L’Italia necessita di una strategia per mobilitare ingenti risorse finanziarie private, sfruttando al massimo l’effetto leva dei fondi pubblici messi a disposizione dalla Commissione europea attraverso i programmi Recovery and resilience facility (Rff) e REPowerEU, secondo il think tank romano.

Ecco invita inoltre il governo a essere più ambizioso nell’introduzione delle fonti di energia rinnovabili, nell’eliminazione del gas naturale e del carbone e nel passaggio alle auto elettriche.

Il ministero dell’Energia, che di recente ha difeso il Piano dalle critiche riguardo all’obiettivo di riduzione delle emissioni, non ha commentato il rapporto di Ecco.

Nei prossimi mesi l’Italia negozierà con la Commissione europea per definire la versione finale del Pniec entro giugno 2024.

“I prossimi mesi saranno fondamentali per prevedere dei percorsi di miglioramento del Piano (…) che dovranno riguardare tutti i settori, includendo le dimensioni trasversali della finanza, degli impatti sociali e delle ricadute sul tessuto produttivo nazionale,” ha detto Chiara Di Mambro, responsabile politiche di decarbonizzazione di Ecco.

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