«Il multilateralismo funziona ancora», e a provarlo è stato il G20 indiano. Lo sostiene Mario Platero su Repubblica. Funziona ancora «sul piano tattico e su quello strategico, con l’auspicio americano di recuperare un ruolo centrale nello sviluppo dell’ordine internazionale rispetto alle strade alternative offerte da Cina e Russia». Sul piano economico «a Delhi i Venti hanno deciso di lanciare un nuovo corridoio commerciale in partenza dall’India e destinato all’Europa attraverso il Medio Oriente».
«C’è anche stato il consenso di tutti per un recupero a un ampliamento del ruolo della Banca Mondiale soprattutto per finanziare lo sviluppo in Africa. Da anni Europa e Italia chiedono investimenti in Africa per favorire la crescita locale e ridurre l’immigrazione illegale. Ora si tratterà di stanziare risorse adeguate. L’America invece potrà meglio contenere il forte espansionismo economico cinese in Africa, Asia e Centro Sud America. Per anni Washington aveva ignorato questa sfida in arrivo da Pechino e aveva ridotto gli impegni per lo sviluppo, considerando Fmi e Banca Mondiale, più dei nemici che strutture organiche alla gestione della Pax Americana. Ora lo sviluppo torna al centro dell’equazione in modo concreto».
«Sull’Ucraina l’America ha preferito puntare più al rilancio di una voce corale all’interno del G20 e recuperare un rapporto con l’India», rilanciata «come alternativa alla Cina per crescita e investimenti» visto anche il «minore interesse indiano per potenziare il “nuovo” Brics guidato dalla Cina. Cosa che ci porta all’aspetto strategico espresso da questo G20: l’assenza di Xi Jinping e di Vladimir Putin voleva ridimensionare l’importanza del gruppo. In realtà l’assenza ha ridimensionato il loro ruolo e ha dato spazio a Biden che può proseguire lungo il cammino della costruzione multilaterale avviata all’America sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale».
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