“Non è più possibile rimanere a guardare” è il grido condiviso dal mondo politico dopo il nuovo flop della nazionale italiana di calcio, e soprattutto dopo lo choc per il modo in cui è avvenuto. E alle parole del presidente della Figc Gravina che chiede di rispettare l’autonomia dello sport, i partiti della maggioranza sembrano decisi a prendere in mano la situazione anche a livello normativo.
Già sabato sera il vicepremier Matteo Salvini aveva invocato le dimissioni di Gravina dalla guida della Federazione, suscitando appunto la reazione di quest’ultimo. Ed oggi anche Salvatore Caiata (Fdi) non ha dubbi: “non ci sono più alibi: Gravina tragga le dovute conseguenze”.
“La Nazionale è di tutti – dice Osvaldo Napoli di Azione – e quindi anche la politica è interessata alla nazionale e all’immagine che dà del paese. Il criticare in maniera corretta e moderata le prestazioni della nazionale dovrebbe servire a Gravina, a Spalletti e agli stessi giocatori ad avere lo giusto stimolo per capire i motivi di certe performance”. E poi l’invito a seguire esempio dal tennis, e a quanto il presidente della Federazione “Binaghi e tutto il suo staff hanno costruito”.
“Non si devono vedere dietro alle parole della politica complotti o voglia di drastici cambiamenti…”. Pierferdinando Casini, storico appassionato di calcio, ha messo in guardia dalle soluzioni facili: “non ci salviamo la coscienza individuando in Spalletti il facile capro espiatorio. Ma per caso certi Soloni hanno capito che abbiamo giocatori scarsissimi e che i Totti e i Del Piero non esistono più? Riflettiamo sui mali del calcio, altro che Spalletti…”.
E per il responsabile Sport di Fdi, il senatore Paolo Marcheschi, “non è possibile far finta di nulla di fronte ad una crisi conclamata del calcio italiano” che, oltretutto “è anche un danno economico”.
“È indifferibile una riforma con il supporto del Parlamento dato anche che i soggetti del calcio hanno mostrato chiaramente di non sapersi auto-riformare”. “Quanto accaduto ieri ci impone ad andare avanti nella riforma del sistema Calcio nella consapevolezza che non è più possibile perdere tempo”.
Arriverà un atto di indirizzo al governo che verrà quindi impegnato ad intervenire. Sì, ma come? Mauro Berruto, ex Ct della nazionale di Vollei e parlamentare del Pd, invita ad articolare l’analisi: il problema è la concorrenza della Lega di Serie A che ha imposto le sue esigenze alla Figc e alla Nazionale, ad esempio sacrificando gli spazi di gioco dei giovani dei vivai in favore degli acquisti di giocatori esteri a costi bassi. “Da tutto ciò ne veniamo fuori se si trova un punto di equilibrio di reciproco vantaggio”, come la Federvolley e la Lega di Pallavolo hanno saputo fare.
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