Il mercato automobilistico italiano ha messo a segno un incremento del 10,61% nel primo mese dell’anno con 141.946 immatricolazioni, che si confrontano con le 128.329 iscrizioni registrate nello stesso mese del 2023.
L’elettrico fatica ancora a prendere piede, con la quota di Bev immatricolate nel mese pari ad appena il 2,1% del totale.
I DATI PER ALIMENTAZIONE
Guardando nel dettaglio le vendite per tipo di alimentazione, i dati confermano le auto ibride elettriche in testa con una quota attorno al 38% e un incremento su base annua del 14,3%, seguite dalle vetture a benzina con un incremento del 26,5% e una quota del 30,5%.
Il Gpl evidenzia una crescita del 17,9% con una quota dell’11%, mentre il diesel registra un calo mensile del 9% e scende al 15,5% di rappresentatività.
Per le auto elettriche e plug-in la perdita di immatricolazioni è pesante e pari rispettivamente al -13,3% e al -33,9%, con una quota complessiva inferiore al 5% (2,1% di quota per le Bev e 2,8% per le plug-in).
Le immatricolazioni a metano ammontano a poco più di 200 pezzi con una quota dello 0,2%.
STELLANTIS AUMENTA LA QUOTA A GENNAIO AL 34,7%
In questo panorama, il gruppo Stellantis ha immatricolato complessivamente 49.
285 veicoli rispetto alle 43.515 unità registrate nello stesso periodo del 2023 e la quota di mercato, in base ai numeri elaborati dal gruppo su fonte Dataforce, è pari al 34,7%, in aumento rispetto alla quota del 33,9% registrata nel gennaio 2023 e al 28,7% di dicembre 2023.
Nel primo mese dell’anno, Fiat Panda, Lancia Ypsilon e Fiat 500 ibride occupano rispettivamente la prima, terza e sesta posizione tra le autovetture mild/full hybrid più vendute.
Tra le Phev, Jeep Compass è il nono modello più venduto, mentre tra le elettriche Jeep Avenger è prima in classifica, seguita da Fiat 500, in terza posizione, e da Peugeot 208 in sesta.
CSP, I CLIENTI GUARDANO ANCORA MOLTO ALLE AUTO TRADIZIONALI
L’attenzione delle principali associazioni di categoria è rivolta oggi non solo alla crescita complessiva del mercato, ma anche e soprattutto al Tavolo Sviluppo Automotive tenutosi oggi con il ministro Adolfo Urso.
Il Centro Studi Promotor avverte che, nonostante il mercato sia in crescita, i dati vanno confrontati con l’incremento del 19% dell’intero 2023 e che sono legati “al portafoglio ordini acquisito nello scorso anno.
In gennaio infatti la raccolta ordini langue e scarso successo sta riscuotendo la piattaforma del Governo per prenotare gli incentivi secondo la formula in vigore nel 2023 (con alcune modifiche)”.
I dati mettono anche “in luce che l’interesse del pubblico è forte soprattutto per le auto tradizionali, mentre per le auto elettriche occorrerebbero incentivi molto più robusti”, scrive il Csp, prevedendo che “le immatricolazioni si dovrebbero mantenere su bassi livelli fino all’entrata in vigore del nuovo pacchetto di incentivi”.
ANFIA FIDUCIOSA SU PIANO INCENTIVI
Anfia si mostra fiduciosa sul nuovo piano di incentivi proposto dal governo.
“Siamo fiduciosi che il nuovo piano possa sostenere la domanda, contribuendo al raggiungimento di un livello fisiologico delle immatricolazioni nel 2024”, ha commentato il presidente di Roberto Vavassori.
“Bene per l’aumento degli importi unitari per l’acquisto delle auto elettriche, per la progressività del bonus in funzione della classe Euro del veicolo rottamato e per l’estensione degli incentivi a tutte le persone giuridiche con l’eccezione dei concessionari – misure fondamentali nella direzione della graduale decarbonizzazione e del rinnovo del parco circolante”.
PER FEDERAUTO IL GOVERNO SI È MOSSO IN RITARDO
Più caustico il commento di Federauto, che sottolinea come nel mese di gennaio ci sia stata una netta perdita nella domanda di modelli elettrificati.
“Apprezziamo lo sforzo e l’impegno del ministro Ursonel modificare l’attuale schema di incentivi che ha dimostrato di non funzionare in modo efficace a causa degli stringenti paletti in termini di platea dei beneficiari e soglie.
Tuttavia, il nuovo provvedimento arriva con forte ritardo rispetto alle richieste avanzate già oltre un anno fa”, chiosa il presidente Adolfo De Stefani Cosentino.
“In attesa dei nuovi e più elevati contributi, cresce freneticamente l’indecisione e la confusione tra la clientela, la quale decide di procrastinare gli acquisti dei veicoli nuovi, in particolare di quelli elettrici e plug-in, per avere un quadro più chiaro e definitivo prima di valutare l’opportunità di una sostituzione.
Tale fenomeno si ricava dai numeri di gennaio, in cui la flessione dell’elettrico del -13,3% rispetto a gennaio 2023 (che aveva a sua volta fatto già registrare un calo del -8,6%) mostra un peggioramento nella preferenza di acquisto di veicoli che dovrebbero contribuire in primis alla transizione ecologica”.
UNRAE, TEMPI DI APPROVAZIONE SCHEMA INCENTIVI RISCHIA DI PARALIZZARE MERCATO
Anche l’Unrae si focalizza sulla corsa contro il tempo.
“Il Decreto finalizzato dal Mimit ha intrapreso l’iter amministrativo di ratifica da parte degli altri ministeri interessati e della Presidenza del Consiglio, cui seguirà il vaglio della Corte dei Conti: considerando i tempi per esaurire i vari passaggi autorizzativi e per aggiornare la piattaforma di Invitalia, i nuovi incentivi – come indicato stamani – saranno operativi non prima della metà di marzo 2024, con il rischio concreto che nel frattempo il mercato rimanga paralizzato”.
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