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Il governo giapponese vuole incrementare il congedo di paternità | L’iniziativa

Il governo giapponese intende richiedere alle aziende con più di 100 dipendenti di fissare e rendere noti gli obiettivi di congedo di paternità a partire dall’aprile 2025 per facilitare il coinvolgimento dei padri nell’educazione dei figli e consentire ai genitori di gestire meglio le responsabilità lavorative e familiari. Lo anticipa l’agenzia Kyodo, che cita fonti governative, spiegando che il ministero del Lavoro e del Welfare nipponico è pronto a presentare un disegno di legge nell’attuale sessione ordinaria della Dieta per attuare la misura che riguarderà circa 50.000 aziende in Giappone a partire dall’aprile 2025.

Una indagine governativa per l’anno fiscale 2022 ha evidenziato che la percentuale degli uomini giapponesi che hanno usufruito del congedo di paternità si è attestata al 17,1%, ben al di sotto dell’80,2% delle donne, e molto meno dell’obiettivo governativo del 50% fissato per il prossimo anno.

Contemporaneamente, alle aziende con meno di 100 dipendenti verrà chiesto di impegnarsi per fissare dei parametri, ma non saranno obbligate, riferiscono le fonti. In base alle linee guida dell’attuale esecutivo, impegnato ad arginare la crisi della bassa natalità che da decenni riguarda il Paese del Sol Levante, dal 2023 le aziende con oltre 1.000 dipendenti sono tenute a rendere pubblici i dati sulla percentuale di lavoratori maschi che usufruiscono del congedo di paternità, ma secondo un recente rapporto governativo, solo il 33,4% delle imprese monitorate si è impegnato a segnalare le rendicontazioni.

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