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Il governo della Catalogna dichiara lo stato di emergenza idrica | Il caso

Dopo oltre 1.000 giorni di siccità il governo catalano ha annunciato formalmente lo stato di emergenza idrica, estendendo le restrizioni a Barcellona e alla Regione circostante.

EMERGENZA PER ALMENO 15 MESI

Il presidente catalano Pere Aragones ha dichiarato che in alcune zone non piove da tre anni, descrivendo la situazione come “la peggiore siccità della storia moderna”.

Le riserve idriche sono scese sotto il 16%, un livello così basso da far scattare lo stato di emergenza siccità che, secondo quanto previsto dal governo, dovrebbe durare per almeno 15 mesi.

I NUOVI DIVIETI

Le restrizioni, già attive nel nord della Regione, prevedono una riduzione del 20% dell’irrigazione agricola, il divieto di irrigare i parchi pubblici (sfruttando l’acqua di falda per scongiurare la perdita di 35.000 alberi in città) e la chiusura delle piscine pubbliche e private, con esenzioni per quelle dei centri sportivi.

Vietate inoltre le docce in spiaggia e le fontane ornamentali; chiuderanno i parchi acquatici e le piste di pattinaggio mentre il lavaggio delle auto sarà limitato agli usi commerciali.

LIMITE DI CONSUMO GIORNALIERO DI 200 LT AL GIORNO

I piani di una riduzione ulteriore della pressione e dell’utilizzo dell’acqua sono stati invece accantonati, in parte perché i cittadini si mantengono entro il limite di consumo giornaliero di 200 litri e in secondo luogo perché quasi tutti gli abitanti vivono in condomini e un calo di pressione discriminerebbe chi vive ai piani superiori.

LA SITUAZIONE NEL RESTO DELLA SPAGNA

La siccità non è limitata al nord-est della Spagna.

In Andalusia, nel sud della Spagna, due estati successive calde e secche hanno devastato il raccolto di olive, riducendo la produzione del 50% e raddoppiando il prezzo dell’olio d’oliva.

Anche il raccolto dell’uva è stato scarso in gran parte del Paese, poiché anche le viti hanno lottato per sopravvivere.

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