La serie Quaderni per la Ripresa e la Resilienza del Paese – a cura del Servizio Documentazione di Caritas Italiana – intende promuovere la circolazione di informazioni, riflessioni e valutazioni sulla fase attuativa del PNRR, avvalendosi di competenze multidisciplinari e plurali.
I contributi offerti in ogni Quaderno vanno considerati come materiali di lavoro per il confronto e la riflessione. Non rappresentano, pertanto, un posizionamento di Caritas Italiana sul tema, ma uno strumento di approfondimento offerto a tutti coloro che sono impegnati o sensibili alle tematiche trattate.
La casa e l’abitare
Il primo numero del mese di marzo presenta un’analisi dei segmenti del PNRR sul tema della casa e dell’abitare. È una funzione complessa l’abitare, che chiama in causa l’organizzazione della città, i suoi servizi essenziali e la residenzialità vera e propria, composta a sua volta da qualità e adeguatezza dell’edilizia residenziale e da fattori quali tariffe, canoni, accessibilità e altri aspetti che decidono della qualità dell’esistenza di ciascuno.
Il PNRR è la grande sfida che l’Italia deve affrontare per garantirsi un futuro di stabilità e di armonia sociale. Era quindi naturale attendersi misure che nel medio periodo affrontassero uno dei punti cruciali di coesione economico-sociale: la carenza di un’offerta abitativa a canone commisurato ai redditi da lavoro, che è uno dei fattori di blocco e di profonda diseguaglianza nel nostro Paese.
Il PNRR e l’abitare
In questo Quaderno vengono esaminati i segmenti delle “Missioni” del PNRR che interessano il tema della casa e dell’abitare e che comprendono aspetti collocati in parti diverse del documento ufficiale. Esso non contempla nella prima scala di priorità la qualità urbana e tanto meno l’abitare. È stato perciò necessario rintracciare nelle varie parti del PNRR gli elementi che rientravano nel campo di interesse del Quaderno. L’abitare inoltre è una funzione complessa, che chiama in causa l’organizzazione della città, i suoi servizi essenziali e sociali e la residenzialità vera e propria, che è composta a sua volta da qualità e adeguatezza dell’edilizia residenziale e da fattori quali tariffe, canoni, accessibilità e molti altri aspetti che decidono della qualità dell’esistenza di ciascuno.
Il PNRR non ha posto grande attenzione né dato specifico spazio finanziario agli interventi per incrementare l’offerta abitativa, in particolare a basso costo, tuttavia il documento dedica risorse alla ristrutturazione del patrimonio di edilizia pubblica in condizioni precarie e ricorda la necessità di affrontare le urgenze delle persone senza fissa dimora e lo scandalo dei lavoratori stagionali in agricoltura.
I finanziamenti presi in considerazione
Il totale dei finanziamenti considerati nel presente Quaderno è pari a 13,95 miliardi di euro, che con i fondi del Superbonus 110% salgono a 27,5 miliardi di euro, tutti da spendere entro l’anno 2026. Data l’impossibilità di risalire alla quota di alloggi pubblici che usufruiranno del Superbonus 110% (al netto del fondo complementare per l’ERP), ci si è concentrati maggiormente sui circa 14 miliardi di euro destinati a misure che riguarderanno (in parte) soluzioni abitative, ad esempio: alloggi per studenti (1 miliardo di euro di investimento), alloggi per anziani e disabili (500 milioni di euro per ciascun target), Housing per senza dimora (450 milioni di euro), programmi per l’abitare, piani urbani integrati e progetti di rigenerazione urbana (8,55 miliardi di euro), riuso di beni confiscati alle mafie (300 milioni di euro) e, infine, superamento di insediamenti abusivi per lavoratori in agricoltura (272 milioni di euro).
L’analisi del contenuto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del suo Fondo complementare nonché delle loro prime misure attuative e operative, conferma la difficoltà del nostro Paese nel confrontarsi con una politica per l’abitare che consideri con priorità le necessità dei ceti meno abbienti. Il settore delle politiche abitative necessita infatti da molto tempo di un insieme strutturato di interventi rivolto a una più efficace regolazione dell’intervento pubblico per l’edilizia sociale e diretto a potenziare l’offerta verso le fasce deboli del mercato.
Le lacune del settore abitativo
Quella del PNRR era, e in parte potrebbe ancora essere, una occasione irripetibile per definire e mettere in atto le riforme necessarie a riparare le lacune che nel settore abitativo si sono allargate, nel corso dei decenni, dopo il trasferimento di competenze alle regioni, a causa di interventi legislativi sporadici e talvolta ispirati a interessi di brevissimo momento.
Nell’insieme delle misure del PNRR e del Piano complementare che interessano i temi dell’abitare si coglie, purtroppo, l’assenza di definizione dei fabbisogni e la mancanza di strumenti giuridici e di pianificazione per l’integrazione dei fattori demografici, sociali e delle connesse funzioni di residenzialità e dei servizi relativi. Di conseguenza non vengono posti tempestivi, chiari e articolati obbiettivi in termini di pianificazione e organizzazione del tessuto urbano e dei servizi di welfare per il finanziamento dei programmi da predisporre da parte degli enti locali con il più ampio possibile concorso di attori locali, imprese, non profit e cittadini.
Non esiste, del resto, nemmeno una parvenza di Osservatorio nazionale sulla condizione abitativa che possa fungere da punto di aggregazione della conoscenza di scambio di best practices, anche per la stima dei fabbisogni. In altri settori, quali gli alloggi per studenti universitari, nel Quaderno si evidenziano le insidie di un’apertura agli operatori di mercato in presenza di regole inadeguate.
Il peso sui comuni italiani
Per questa ragione ai comuni italiani è richiesto, oltre all’eccezionale sforzo in termini di organizzazione della capacità di spesa, un ulteriore impegno, anch’esso particolarmente complesso: quello di collegare tra loro, nella dovuta scala territoriale e nel rapporto tra le diverse scale territoriali, le richieste di accesso ai tanti diversi fondi che hanno rilievo per le politiche dell’abitare.
I comuni dovranno considerare che con ogni probabilità questa integrazione sarà più efficiente e operativa se l’amministrazione saprà aprirsi alla collaborazione e al coinvolgimento del volontariato e della creatività sociale, acquisendo nuovi punti di vista, nuove competenze ed energie. Ne risulteranno arricchiti obbiettivi e progetti anche per la possibilità di attingere alle risorse sottoutilizzate.
Il grande valore della trasparenza, infine, se perseguita con rigore, potrà manifestare la propria capacità di immediata semplificazione di processi che sono e rischiano di restare altrimenti bloccati da attriti di potere. Il Quaderno si conclude con una serie di proposte per migliorare l’efficacia del PNRR sotto il profilo della sua attuazione.








