Sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia riflette sullo scadimento della classe politica in Italia e più in generale nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti, e collega il fenomeno al declino degli studi umanistici e in particolare della storia.
L’intera classe politica europea e quindi anche quella italiana, scrive Galli della Loggia, è stata formata da uomini (solo in tempi recenti anche da donne) la cui formazione è avvenuta seguendo uno di questi tre indirizzi di studio: quelli letterari, quelli giuridici o quelli economici.
Quelli che si chiamano per l’appunto gli studi umanistici.
E in questo ambito in particolare la storia costituisce un grande e prezioso deposito di sapere sociale, la cui conoscenza è la premessa necessaria per l’elaborazione di qualunque cultura e strategia politica.
La politica e la storia insieme costituiscono da sempre le coordinate che definiscono la sfera pubblica in Occidente.
Senza la storia la politica è cieca, e la storia che rinuncia alla dimensione della politica è destinata a perdere la propria identità.
Ormai sono alcuni decenni però che in Occidente la storia sta subendo un processo di espulsione dal canone culturale dominante.
Oggi, nelle idee correnti, nel modo di giudicare l’universo dei valori, di guardare al passato, dappertutto, su un criterio storico prevale un criterio moralistico perlopiù ispirato alla prospettiva dei diritti individuali.
Un pervadente orientamento antistoricista ha colpito in generale tutta la formazione umanistica.
Nella nostra civiltà e specialmente nella nostra formazione, insomma, l’umanesimo, la letteratura e la storia che così a lungo lo hanno nutrito sono in precipitosa ritirata.
Ma ciò vuol dire una frattura drammatica: che è in ritirata qualunque autorità del passato o che sul passato si fonda.
Vale a dire che si sta dileguando quell’autorità che per secoli, insieme all’esperienza religiosa, ha rappresentato la via principale d’accesso alla formazione della libera individualità e a tutto ciò che di essa è premessa o conseguenza, a cominciare dalla libertà politica.
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