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Il 5G vale 950 miliardi ma in Ue va a rilento | L’analisi

Aumenti di velocità, riduzione dei consumi energetici, incremento delle potenzialità.

Ma, soprattutto, un volano per l’economia del mondo.

Secondo le stime pubblicate dal Gsma l’impatto che lo sviluppo del 5G potrebbe avere nei prossimi anni sul pil mondiale annuale è di circa 950 miliardi di dollari entro il 2030 (si veda la tabella in pagina).

Un effetto positivo, scrive MF-Milano Finanza, che ha già iniziato a manifestarsi nel 2022 in cui, secondo l’analisi, ha già contribuito alla crescita dell’economia globale per circa 270 miliardi di dollari.

I numeri sono ricordati all’interno del paper “Il 5G tra percezione dei rischi e impatto sulla competitività” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito del progetto Futur#Lab, promosso da I-Com e Windtre, in collaborazione con Join Group e con la partnership di Ericsson e Inwit.

Un’analisi in cui, oltre a ricordare i numeri potenziali dell’impatto del 5G sull’economia mondiale, viene anche effettuato un punto della situazione sullo sviluppo della rete in Italia e in Europa.

La velocità di downlink mobili nel corso del 2022 è stata in media di 92 Mbit/s.

Un dato superiore a quello medio mondiale ma terribilmente inferiore rispetto a Usa (-39%), Cina (-86%) e Corea del Sud (-154%).

Questo anche perché in Europa, malgrado la buona disponibilità di servizi di connettività 5G -il 73% è coperta da almeno un operatore mobile di 5G, mentre in Italia è stata dichiarata una copertura pari al 99,7%, seppur grazie alla vecchia rete 4G-, solo il 6,9% della popolazione ha un abbonamento.

Si tratta del dato più basso tra tutte le aree considerate.

Un dato dal quale, sottolinea il paper, “si può dedurre che una migliore infrastrutturazione di rete, consentendo performance di connettività più elevate, rappresenti anche un importante stimolo alla domanda di mercato per la nuova tecnologia”.

A pesare sulla diffusione italiana delle infrastrutture c’è anche una normativa che pone limiti più stringenti per quanto riguarda l’esposizione umana ai campi elettromagnetici rispetto agli standard internazionali adottati da quasi tutti i Paesi Ue.

Una scelta che secondo uno studio presentato da Asstel nel corso di un’audizione alla Camera porta a un extra-costo sullo sviluppo della rete 5G in Italia di circa 4 miliardi.

Allargare le maglie potrebbe rappresentare un aiuto.

Anche perché, stando a un’indagine condotta da Bytek e I-Com per Futur#Lab attraverso l’osservazione delle keyword utilizzate nelle ricerche online in Italia, Usa, Francia, Germania e Spagna, la popolazione non nutre timore e avversione per l’installazione delle nuove reti.

Complice anche il lavoro di contrasto della disinformazione in materia portato avanti dall’Ue dal 2015, le ricerche sul 5G correlate a un sentimento di paura mostrano un andamento decrescente.

In Italia sono passate dal 13% sul totale nel 2020 al 2,8% del 2022.

Anche il tema dei limiti elettromagnetici è scarsamente rilevante: si tratta di sole 12,3 ricerche ogni 100 mila abitanti nel 2022.

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