Stefano Stefanini, sulla Stampa, commenta i giorni difficili di Joe Biden. “Per il Presidente americano è un 4 luglio di confronto con la realtà. Gli amici gli chiedono di ritirarsi; i nemici sperano che resti in campo. Più dei sondaggi sfavorevoli, che in cinque mesi possono cambiare, quest’inversione di sentimenti lo obbliga a domandarsi se fare il doloroso passo indietro dello statista, come Lyndon Johnson nel 1968, o andare incontro, a novembre, al triste epilogo di una delle migliori presidenze degli ultimi decenni. Il dramma di Joe Biden è che solo lui può fare il passo indietro che non vuol fare ma le circostanze gli imporrebbero. Se non lo farà trasformerà la corsa alla presidenza nella lunga attesa di un esito che sembra scontato.
Nessun leader politico può pensare di vincere elezioni senza l’entusiasmo del suo partito, la convinzione dei suoi amici ed alleati politici, il credito dei mezzi d’informazione. La candidatura di Biden poggiava su questo edificio. Che si è fatalmente incrinato dopo il disastroso dibattito con Trump del 27 giugno. Il Presidente continua a domandarsi come riprendersi dal passo falso. È umanamente comprensibile, politicamente suicida. Biden affronta gli ultimi frenetici mesi di battaglia elettorale con una logistica incerta e un esercito demotivato e ora ostinarsi e rimanere in corsa o dare al suo partito e all’America la possibilità in extremis di tirare fuori dal cappello un candidato in grado di vincere a novembre.
L’America ha, o aveva, la capacità di sorprendere eleggendo Presidenti sulla carta improbabili: Carter, Reagan, Clinton, Obama, lo stesso Trump. Ma le presidenziali americane sono una lunga maratona che si decide all’ultimo chilometro. Bisogna arrivarci con abbastanza fiato nei polmoni e muscoli nelle gambe. Joe Biden non li ha più. Un altro o un’altra potrebbe averli. È tardi ma non troppo tardi”.
Per saperne di più:

La Francia brucia e la sinistra cavalca la protesta | L’analisi del Wall Street Journal

La sordità di Macron dura da dieci anni. Ora deve ascoltare le istanze della piazza | L’analisi di L...

Francia: le rivolte mettono a nudo l’impotenza della classe politica | L’analisi del Financial Times

Il G7 prepara le banche alla guerra digitale | L’analisi di Roberto Sommella

L’Italia scende in piazza due volte | L’analisi del New York Times






