“È necessario un incremento del prodotto interno sufficientemente elevato e regolare nel tempo, oltre che sostenibile sul piano ambientale.
Ne dipendono anche, ad esempio, le valutazioni prospettiche sulla sostenibilità del debito pubblico e i connessi differenziali d’interesse con gli altri principali paesi dell’Unione europea, che richiedono di mantenere ampi avanzi primari nei conti pubblici”.
Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo indirizzo di saluto al workshop “Lo sguardo lungo: il dividendo demografico nell’analisi dell’economia italiana” organizzato da Bankitalia e Istat.
“La crescita economica a sua volta dipende dall’evoluzione quantitativa e qualitativa dei fattori produttivi, il lavoro e il capitale fisico, nonché la produttività totale dei 2 fattori (che riassume l’efficienza organizzativa delle imprese e il progresso tecnico che si afferma nell’economia).
Negli ultimi due decenni quest’ultima è stata decisamente insufficiente e troppo bassi sono stati gli investimenti, privati e pubblici.
Ne è conseguita una crescita molto modesta della produttività del lavoro, con una sostanziale stasi del reddito pro capite”, ha aggiunto.
Per saperne di più:

L’Italia delle case vuote nei posti sbagliati | Lo studio

Il fiscal gap che soffoca le nuove generazioni a danno di quelle attuali | L’analisi di Laurence Kot...

Quando le disuguaglianze aumentano e le opportunità di mobilità si riducono, fiducia e coesione risc...

Disagio socio-economico: nove indicatori per mappare le fragilità sociali nei quartieri di 25 | Il r...

La regia occulta dietro le rivolte di Milano e Torino | L’analisi di Maurizio Molinari






