Secondo quanto emerge da “L’Italia delle partenze e dei ritorni. Pensionati migranti di ieri e di oggi”, convegno organizzato dall’Inps e dalla Fondazione Migrantes, dopo la pausa della pandemia torna a salire il numero dei pensionati trasferiti all’estero. Ma le partenze non sono legate alla ricerca di vantaggi fiscali, piuttosto a motivi di ricongiungimento familiare.
Nel 2022, scrive MF-Milano Finanza, i pensionati espatriati sono saliti a 4.600, per un totale di 317.254 pensioni pagate all’estero. Il dato torna a crescere dopo il calo della pandemia (biennio 2020-21), quando i fuggiaschi erano circa 3.600 all’anno, valore ben inferiore alle 5.600/5.700 partenze annue del 2018-19. Quindi se è vero che il numero dei pensionati andati via è tornato a salire nel 2022, è altrettanto vero che i valori sono comunque in calo rispetto al pre-Covid. Altro dettaglio non trascurabile, a crescere è il numero dei pensionati stranieri, non di quelli italiani. Il 40% degli espatriati, infatti, ha origini estere. Di questi circa l’80% resta in Europa.
«Si tratta per il 72% di donne che tornano nei Paesi dell’Est perché non sono riuscite a costruire relazioni sociali o familiari in Italia», spiega Susanna Thomas della direzione centrale pensioni dell’Inps. «Sono pensionate che non si sono integrate e sono tornare negli Stati di origine, dove il basso costo della vita accresce il potere d’acquisto delle pensioni minime che ricevono, figlie di lavori a bassa retribuzione».
Tra gli italiani, invece, oltre al calo generale emerge una diminuzione dei pensionati che scelgono l’estero per vivere in un Paese esotico. Nel 2022 i trasferimenti verso Cuba sono scesi del 100%, mentre quelli per la Thailandia, la Colombia e la Costa Rica del 27%. Anche il numero di chi espatria per sfruttare i vantaggi fiscali è in calo. L’anno scorso in Portogallo (aliquota del 10%) le partenze si sono ridotte del 75%: solo 116 pensionati si sono stabiliti sulle rive dell’Atlantico, e questo prima che il governo tagliasse le agevolazioni.
Sono irrisori pure i numeri degli altri Paesi con aliquote vantaggiose: nel 2022 sono andati in Grecia (aliquota al 7%) circa 25 pensionati, mentre Cipro (5%) e Malta (15%) non hanno raggiunto le 10 unità, insieme. Solo la Tunisia ha avuto un trend costante con 190 partenze. Il motivo? Le agevolazioni coinvolgono anche i dipendenti pubblici, di solito esclusi, che rappresentano il 50% degli arrivi.
Sorprende invece il numero degli italiani diretti verso Zurigo, per lo più donne. «La percentuale di pensioni di vecchiaia erogate alle italiane, quasi il 70%, mostra come la Svizzera sia il Paese preferito dalle donne che hanno deciso di emigrare per lavoro», spiega Micaela Gelera, commissario straordinario dell’Inps. Salgono infine i numeri di Germania, Spagna, Usa e Gran Bretagna. Sono i Paesi che hanno accolto i giovani lavoratori italiani e ora aprono le porte ai loro genitori, decisi a trascorrere la vecchiaia con i nipoti.
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