È centrale il problema dell’onerosità del servizio del debito relativo ai mutui per l’acquisto di abitazioni che interessa un milione circa di famiglie, come segnala un’accurata ricerca della Fabi – dovendosi constatare ancora una volta il servizio pubblico che questa organizzazione sindacale svolge, nell’assenza sul tema da parte di istituzioni pubbliche.
In particolare, si tratta dei mutui a tasso variabile i cui interessi sono aumentati, a seguito della politica fortemente restrittiva della Bce, fino al 70%.
L’Abi ha diffuso un memorandum in cui suggerisce ai mutuatari come comportarsi qualora prevedano, prima delle scadenze, di non poter ottemperare ai rimborsi, nonché sulle surroghe e sull’allungamento della durata del finanziamento con le connesse clausole contrattuali, ma anche sulle previste possibilità di aiuti pubblici.
sperabile che a questa opportuna iniziativa i singoli istituti diano un seguito coerente e tempestivo.
E che si manifesti in tutta evidenza una concorrenza tra banche su come operare in questa materia rivolgendosi alla clientela in forme pubbliche competitive.
La recente relazione dell’Arbitro bancario finanziario ha messo in evidenza che è diminuito il numero delle controversie banche-clienti, ma resta consistente il numero di quelle che riguardano i mutui, in specie quelli a tasso variabile.
Il governo ha annunciato, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’intervento all’assemblea dell’Abi del 5 luglio, che sta studiando specifiche modalità (ulteriori) di intervento in questo campo.
Molto ruota, però, intorno al fatto che gli allungamenti e il sostegno pubblico possono essere ammessi se non si è in ritardo con i pagamenti da parte del mutuatario.
una condizione, questa, sulla quale occorrerà riflettere, date le conseguenze, a vasto raggio, finora provocate dalla crisi e, in particolare, dall’aumento straordinario dei prezzi.
Ma allo stesso tempo è necessario che sia rimossa, come da tempo sosteniamo su queste colonne, la disposizione dell’Eba che, decorsi novanta giorni dal mancato pagamento alla scadenza, fa scattare, per un limitatissimo non effettuato rimborso, una condizione di default.
La disposizione ovviamente riguarda non solo i mutui, ma tutte le forme di prestiti e costituisce un classico modo autolesionista (purtroppo, non per l’Eba, ma per le banche che debbono applicare questa bizzarra norma che significa dovere irragionevolmente rinunciare all’opera e ai possibili rimedi da parte del banchiere).
Inoltre, poiché nei giorni scorsi sono stati sollevati problemi di cui non si sa bene ancora la portata, per esempio sulle conseguenze della legge sull’equo compenso per le spese riguardanti le surroghe dei mutui, allora sarebbe importante un confronto in un apposito incontro tra Abi, governo, parti sociali, notariato, evitando così che si inneschi uno scaricabarile tra soggetti a vario titolo coinvolti.
Naturalmente, non bisogna dimenticare la necessità di contrastare l’inflazione ma molto dipende dai modi, dai tempi, dalla gradualità con la quale si svolge una tale azione, a proposito della quale il governatore Ignazio Visco ha seccamente contestato il preferire il rischio di essere più, anziché meno, restrittivi da parte dell’istituto centrale.
Ma vi è altresì la parte che spetta alla politica economica e di finanza pubblica a livello centrale e di singoli Paesi.
L’urgenza del dovere agire sulle misure specifiche concernenti i mutui – sapendo bene che un altro problema sta per aprirsi e riguarda in generale le condizioni e le quantità dei finanziamenti a famiglie e imprese – non deve far passare in secondo piano la questione della politica monetaria a proposito della quale è da ritenere ormai assodato che il 27 luglio sarà decisa a Francoforte un’ulteriore stretta sui tassi di 25 punti base (che probabilmente avrà un seguito post-ferie di agosto).
In questo caso, è sperabile che sopravvenga un salutare ripensamento e che posizioni quale quella di Visco, ma è da ritenere anche di Fabio Panetta, raccolgano un più ampio consenso nel direttivo della Bce.
In ogni caso, vi è un’unica lunga catena che unisce la specificità dei mutui alle scelte che si praticano a Francoforte.
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