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I giudici denunciano la “bulimia legislativa” | L’analisi di Luciano Panzani

“Si sono svolte presso le corti di appello le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario che seguono quella di giovedì in Cassazione. Dalle relazioni dei presidenti delle Corti e dagli interventi dei procuratori generali, dei rappresentanti del CSM e del Ministro della Giustizia Nordio (presente a Brescia) oltre che dei rappresentanti dell’Avvocatura, del personale degli uffici giudiziari e dei giudici onorari è emerso, più che in passato, un quadro complesso, difficile da riassumere. Il primo dato, indiscutibile, è rappresentato dai successi nella riduzione dell’arretrato, grazie alle risorse mobilitate con il piano finanziato dal PNRR. I miglioramenti sono evidenti ovunque, ma in particolare nella Corte d’Appello di Roma, dove per la prima volta lo storico arretrato-record è sceso sotto i 50.000 fascicoli, riducendosi “soltanto” a 46.000”.

Inizia così l’analisi di Luciano Panzani, ex presidente della corte d’Appello di Roma, dalle colonne del magazine digitale Inpiù.net

“Il secondo dato è la mancanza di personale. Arriveranno nuovi assunti pari al 10% dell’organico e, una volta esauriti i concorsi, 1200 magistrati, ma le nuove assunzioni consentiranno appena di far fronte alla fuga di una parte dei nuovi funzionari provenienti da precedenti concorsi, che hanno optato per altre carriere più gratificanti. Le percentuali di scopertura degli organici resta al 30% e per i dirigenti amministrativi al 50%. L’Ufficio del processo, il team di giovani laureati che deve assistere i magistrati, ne esce con le ossa rotte, anche perché una parte dei giovani è stata dirottata al ruolo dei cancellieri che mancano. Per la prima volta si è parlato di concorrenza non solo tra pubblico e privato, ma tra diversi settori della P.A: sembra che la carriera nella Giustizia sia meno gettonata che in altri settori.

Il terzo dato è l’insufficiente informatizzazione della giustizia, cui pure è destinata parte rilevante degli investimenti PNRR. Se il processo civile telematico è realtà, il processo penale telematico ha subito rinvii e presenta carenze denunciate sia dalle Procure che dagli avvocati.

Il quarto dato è la “bulimia legislativa” denunciata dai presidenti della Corte d’appello di Roma e Milano. La riforma Cartabia ha modificato sia il processo civile che quello penale, con le consuete difficoltà applicative e la continua modifica della disciplina processuale, una costante da ormai molti anni, crea tali incertezze e difficoltà che hanno spinto in passato un noto studioso a invocare una moratoria di 5 anni.

Non pago, il legislatore sta per varare nuovi decreti correttivi del processo civile, del processo penale e del codice della crisi, entrato in vigore a luglio 2022.  Sullo sfondo c’è sempre il tema dell’indipendenza del giudice, minacciata secondo il PG di Roma dal progetto governativo di separazione delle carriere che potrebbe incidere sul ruolo della magistratura di vincolo esterno contro il rischio di sconfinamento dell’esecutivo. Quasi in sordina la constatazione che la criminalità organizzata svolge ormai a Roma e nel Lazio un ruolo analogo a quello che ha a Napoli e Palermo; che i reati contro la donna (non solo femminicidi, ma anche maltrattamenti ecc.) continuano ad essere in numero rilevante; che le condizioni delle carceri, soprattutto il numero dei suicidi, restano intollerabili” conclude.

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