Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Gustavo Piga (ex presidente Consip): «Esercito per la consegna dei banchi di scuola? Attenzione»

“La decisione di usare l’esercito per la consegna dei banchi alle scuole acquisirà rilevanza solo quando effettivamente verrà presa. Ma se interverranno i militari in assenza di un blocco ai trasporti dovuto ad emergenza Covid, allora potrebbero insorgere problematiche sollevate da parte di chi ha scelto di non partecipare alla gara per l’aggravio dei costi di consegna, dato che il bando prevede che l’azienda vincitrice debba provvedere anche a quello”. Lo dice all’Adnkronos Gustavo Piga, ex presidente senza deleghe operative di Consip spa e professore ordinario di Economia presso l’università di Roma, Tor Vergata, che sul ‘bando europeo per l’acquisto di banchi e la riapertura in sicurezza’ aggiunge: “È stato disegnato per le grandi aziende, forse per motivi emergenziali. Tuttavia con un po’ più di testa e muovendoci per tempo avremmo potuto permettere alle piccole e medie imprese di partecipare garantendo gli stessi risultati”. “Non credo ci sia nulla da dire sull’eventuale uso dell’esercito se dovesse avvenire in un momento di lockdown, d’altronde è avvenuto anche in passato – constata Piga – l’aspetto più rilevante del bando è piuttosto la correzione fatta al testo che in una prima versione consentiva la partecipazione ad aziende con fatturato ‘più di due volte’ la dimensione della gara. Punto successivamente corretto poiché la normativa prevede il ‘massimo due volte’ la gara. Un errore da lapsus freudiano, dunque, che fa pensare alla volontà di far partecipare aziende grandi. E ciò emerge anche dal punteggio – rimarca l’ex presidente Consip – su 80 punti, 5 provengono dall’aver partecipato a gare di questo tipo, ed altri 5 dalle garanzie ricevute. Tutte caratteristiche facilmente raggiungibili per una azienda grande, ma difficilmente conseguibili per chi non ha mai partecipato a gare del genere. Anche il numero dei lotti è eloquente: due invece di cento significa escludere le piccole e medie imprese, ammesso che non abbiano voluto partecipare in raggruppamento temporaneo di impresa”.
“Sono gare – commenta Piga – che a priori escludono una parte fondamentale del nostro Paese, mentre altrove, come negli Usa, sono previsti bandi riservate alle pmi in nome della futura maggiore concorrenza. L’Europa non lo consente – conclude l’economista – ed il nostro Paese non pensando in piccolo, non pensa neanche in grande. La nostra è una tara genetica”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.