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Guido Crosetto, ministro della Difesa: “Le navi italiane restano nel Mar Rosso, presto nuove armi a Kiev”

“Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”.

Per questo, afferma Guido Crosetto, ministro della Difesa, intervistato da Francesco Bei su Repubblica del 25 luglio, le navi italiane continueranno a pattugliare lo stretto di Bab el-Mandeb, nonostante gli attacchi degli Houthi.

Nel Mar Rosso c’è il rischio di un’escalation che coinvolga la missione Aspides. Restiamo lì o andiamo via come i tedeschi?

Aspides non è nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia.

Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si è fermata.

Ora è in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el-Mandeb per scatenare il caos più grande possibile.

A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono lì per quello scopo, non possono andarsene, al momento”.

Con quali obiettivi?

“Dobbiamo evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el-Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo.

Il miglior modo per farlo è restare lì e continuare il dialogo con tutti i Paesi del Golfo”.

Anche con gli Houthi?

“Sì, anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”.

Le regole di ingaggio della missione Aspides cambiano?

“No, restano le stesse, è una missione che nasce già con una natura difensiva da possibili attacchi”.

Cosa può fare il Governo? Il ministro Urso era pronto a rimettere gli sconti sulle accise se il prezzo della benzina fosse risalito…

“Ho già i miei problemi, non entro nelle competenze di altri ministri.

Ma è chiaro che l’effetto diretto di quanto accade lo vediamo alla pompa di benzina.

La somma della crisi in Ucraina e in Iran è molto pesante, non solo per noi europei: in alcuni Paesi africani non riescono più ad acquistare i fertilizzanti.

C’è un effetto domino spaventoso”.

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