Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Andrea Guerra (già AD Luxottica): Leonardo Del Vecchio era un vulcano in azienda

«Il più bravo di tutti», così Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica dal 2004 al 2014, ricorda Leonardo Del Vecchio a pochi giorni dalla sua scomparsa. Era un «vulcano», un «esempio continuo» per tutti i manager in azienda «a fare lo stesso». Arrivato a 39 anni nel gruppo di Agordo dopo un’esperienza a capo della Merloni Elettrodomestici (poi Indesit), Guerra ha guidato Luxottica in un decennio in cui la società ha quasi triplicato il fatturato, passando dai 2,8 miliardi di euro del 2003 ai quasi 7,7 miliardi del 2014. Uscito a settembre del 2014 per divergenze con il fondatore e approdato due anni dopo in Eataly, il top-manager non aveva poi mai più parlato in un’intervista di Del Vecchio. Lo fa ora con MF-Milano Finanza, a cui ha affidato il proprio ricordo dell’imprenditore scomparso ieri all’età di 87 anni.

Dottor Guerra, lei che ha lavorato per 10 anni a fianco a fianco a Del Vecchio che cosa ricorda dell’imprenditore?

«Avrò sempre una riconoscenza totale nei confronti di Del Vecchio, devo un grazie che va da qui all’eternità a una persona che ha creduto in me che ero un ragazzino quando arrivai in Luxottica e con cui l’imprenditore ha voluto fare un percorso di coraggio e di semplicità».

In che senso semplicità?

«Quando dico semplicità è il massimo che io possa dire. Perché Del Vecchio ha sempre affrontato la propria vita imprenditoriale con una dote di semplificazione straordinaria. Ogni volta davanti a problemi di qualunque natura ha sempre avuto l’obiettivo di capire nel profondo quale fosse la natura del tema, dei problemi e delle opportunità. Un approccio di semplificazione profonda. Credo che questa sia una delle sue caratteristiche più straordinarie, assieme al fatto che lui poteva avere 30, 60 o 90 anni ma voleva sempre essere il più bravo, il migliore».

Un esempio in azienda.

«Sì, un costante esempio a far sì che tutti noi in azienda potessimo ambire a essere i più bravi. Per questi due fattori mi sento di dire un grande grazie a Del Vecchio».

Come si interfacciava il fondatore di Luxottica con la propria prima linea manageriale?

«Abbiamo percorso insieme un percorso molto lungo, durante il quale Del Vecchio ha avuto una lunga fase in cui si è un pochino ritirato dall’azienda. Quindi eravamo più noi manager a interfacciarci con lui che il contrario, tranne quando aveva grande desiderio e voglia di comunicare: veniva nelle fabbriche e negli uffici di organizzazione del prodotto e di industrializzazione e lì era un vulcano».

Vulcano perché voleva comunicare tutte le idee che aveva…

«Esatto: voleva capire e conoscere con i ragazzi più giovani le idee nuove e alternative, le opportunità che stavamo costruendo, le diverse modalità di costruzione degli occhiali e di inserimento nella lavorazione di nuovi materiali. Questa era sicuramente la parte del lavoro che più lo intrigava».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.