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Francesco Grillo (Il Messaggero): «Le Olimpiadi di Pechino sono uno scenario distopico di un mondo artificiale»

“I giochi olimpici del 2022 rischiano di essere l’anticipazione di un mondo nel quale tutto, compreso lo sport, è spinto dalla pandemia verso quello scenario distopico che molti temevano”. Ne parla sul Messaggero Francesco Grillo in occasione dell’avvio dei giochi olimpici invernali di Pechino.

“Questa Olimpiade – scrive Grillo – nasce già come una forzatura delle caratteristiche naturali del luogo che le ospita. Nonostante il fatto che la temperatura minima a febbraio sia stabilmente sotto lo zero, Pechino è al centro di una delle aree più aride del mondo: le gare di sci si svolgeranno a circa 200 Km dalla Capitale su montagne più basse del nostro Appennino e la neve delle Olimpiadi sarà tutta artificiale.

Uno scenario innaturale. Un’Olimpiade distopica come del resto, fu anche quella ospitata a Sochi, una delle località balneari più prestigiose del Mar Nero, e come lo saranno i mondiali di calcio che si giocheranno subito prima del prossimo Natale nel deserto del Qatar.

Lo sport, del resto, è sempre più preso dalla tenaglia delle ragioni della politica e delle sponsorizzazioni. A tale regola non fa eccezione lo strano boicottaggio che gli Stati Uniti e il Regno Unito praticheranno ai giochi di Pechino: un boicottaggio che definiscono ‘diplomatico’ nei confronti di un Paese nel quale Usa e Uk continuano ovviamente ad avere la propria ambasciata e di una manifestazione che stasera vedrà gli atleti americani e inglesi sfilare regolarmente con la propria bandiera.

Nonostante l’orgoglio dei cinesi, le Olimpiadi di Pechino rischiano dunque di essere le più ‘dimenticate’ della storia. È un peccato perché bisognerebbe, invece, utilizzarle per conoscere meglio un universo parallelo, la Cina, che le opinioni pubbliche occidentali continuano ad ignorare e per fare il punto su un rapporto, tra noi e loro, che condiziona il futuro nel quale stiamo entrando”.

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