“C’è il rischio che gli ultimi provvedimenti legislativi rendano il magistrato un burocrate”. È l’allarme lanciato dal presidente dell’ANM, Giuseppe Santalucia, a Napoli per il convegno su ‘Nomofilachia e indipendenza delle procure alla prova dei tempi’, organizzato da Unicost.
“Noi abbiamo bisogno di buone riforme – spiega il presidente dell’Associazione nazionale magistrati – e non di riforme per il solo fatto che si riformi. Il tentativo da parte di qualcuno di approfittare di una situazione di necessità di riforme, anche per la crisi di credibilità che ha investito l’ordine giudiziario, può essere l’occasione per cercare di riproporre schemi organizzativi appartenenti al passato, con una forte gerarchizzazione e una spinta all’impiegatizzazione del ruolo del giudice”.
Questo scenario, sottolinea Santalucia, “non farebbe bene alla giustizia. Non è un problema di chiusura corporativa – chiarisce – ma di dare una maggiore accentuazione della vocazione professionale del giudice, perché sia più idoneo a rispondere al bisogno di giustizia della collettività”.
In questa fase, i fondi del Pnrr sono “un’occasione straordinaria per la ripartenza anche nel settore giustizia, che ha patito decenni di riforme a costo zero.
Per la prima volta possiamo disporre di consistenti risorse – rimarca – perché il problema del miglioramento della qualità del sistema giudiziario è in gran parte dipendente dalla carenza di risorse, non solo umane, ma anche strutturali.
Siamo fiduciosi che questa immissione di risorse possa dare alla giustizia lo spazio che merita, anche come fattore di crescita economica del Paese”.








