«La cosiddetta variante inglese, che si trasmette più facilmente, è diventata il ceppo dominante in Italia (e non solo). I provvedimenti di contenimento presi con il Dpcm del marzo e con il decreto-legge del 13 marzo stanno funzionando, come dimostra la riduzione dei casi quotidiani settimana su settimana di questi ultimi giorni, e ci auguriamo continui così».
«Nel frattempo la campagna vaccinale va avanti, anche se in maniera non uniforme nel Paese. Solo quando avremo messo in sicurezza le fasce più a rischio della popolazione, la strada si metterà in discesa: ci vorrà ancora qualche settimana». Lo afferma Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma ed infettivologo del Comitato tecnico scientifico, in una intervista al Corriere della Sera.
Riguardo il numero elevato dei decessi, Ippolito spiega: «pesano probabilmente alcuni ritardi di notifica del fine settimana precedente, ma si tratta comunque di un dato al quale non voglio abituarmi. L’esperienza di questi mesi ci dice che la curva dei decessi segue con tre-quattro settimane di ritardo la curva dei casi positivi, con un rapporto di circa due decessi per ogni centinaio di casi».
«I ventimila casi medi di questi giorni ci dicono quindi che tra un mese noi potremmo avere ancora quattrocento morti di media al giorno. La soluzione? Vaccinare, e vaccinare per primo chi ne ha veramente bisogno. In Italia le persone di età superiore ai 70 anni sono meno del 20% della popolazione complessiva, ma rappresentano poco meno del 90% dei decessi totali per Covid-19».
«La notizia buona però è che tutti i vaccini attualmente disponibili sono efficaci nei confronti di questa variante. Le altre hanno una rilevanza percentualmente inferiore nel nostro Paese, ma è necessario tenerle sotto attenta osservazione».
«Le scuole – aggiunge poi – devono riaprire il prima possibile, anche per questo è stata data la priorità agli insegnanti nella vaccinazione».
Invitato a rassicurare su AstraZeneca, Ippolito ricorda che in Gran Bretagna si tratta del «vaccino più utilizzato, e dove in meno di due mesi il numero dei decessi giornalieri è passato dai 1.725 del 28 gennaio ai 33 di ieri».
«Dai dati della farmacovigilanza di tutti i Paesi dove viene somministrato – prosegue – non emergono differenze significative per quanto riguarda gli effetti collaterali e le reazioni avverse rispetto agli altri vaccini approvati».
«Il vaccino creato dall’Università di Oxford è valido “nonostante” AstraZeneca e tutti gli errori commessi dall’azienda, come il mancato rispetto delle obbligazioni contrattuali nei confronti dell’Unione europea o il recentissimo comunicato stampa sul trial Usa, che ha causato una durissima presa di posizione dell’Nih e di Anthony Fauci. L’importante è vaccinarsi perché tutti i vaccini proteggono dalla malattia grave e dall’ospedalizzazione».
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