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Giulio Tremonti: «La crisi va gestita dal Governo. Con tutti questi attori coinvolti, ormai è il caos»

“Lo sa che cosa mi ha fatto tornare in mente la vicenda del commissario alla sanità calabrese?” Che cosa, professore? “C’è una leggenda parlamentare secondo cui, a seguito delle richieste della commissione Bilancio della Camera, venne fuori la storia dei bilanci della sanità calabrese di cui non c’era traccia scritta. La risposta che diedero dalla Regione è che venivano   tramandati per tradizione orale, come se si fosse ai tempi di Omero. È tutto vero, eh”. A raccontarlo, in un’intervista al Corriere della Sera è l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che, alla fine del 2001, è stato il primo ministro dell’Economia a venire investito dal cambio del Titolo V della Costituzione, quello che regola i poteri degli enti locali, a cominciare dalle Regioni.       

“Il nesso tra le epidemie e la configurazione dello Stato è strettissimo” argomenta Tremonti, professore straordinario di Economia e Finanza Internazionale presso la Link Campus University di Roma. “Non a caso Hobbes, sul frontespizio del Leviatano, aveva fatto mettere i disegni di due dottori della peste con la mascherina a becco. Qua da noi siamo al “mezzo Leviatano” perché il governo, anziché frenare l’anarchia, l’ha favorita. Una volta l’anarchia era contro lo Stato. Adesso è nello Stato. E il virus è entrato nel suo ordinamento” sottolinea.       

Tremonti evidenzia che “c’è una proliferazione di attori sulla scena che generano, per l’appunto, anarchia. Ministri, presidenti di Regione, sindaci, task force, comitati, commissari. Il governo ha risposto bene con il lockdown totale, ma ha mancato l’appuntamento con l’organizzazione della fase 2. E questo lascia pensare che il peggio debba ancora venire, quando si tratterà di fare il conto del danno economico e gestire la crisi sociale che verrà”.

“Lo Stato avrebbe dovuto fare lo Stato, prendere in mano la situazione, il controllo, l’organizzazione di tutto. Qua invece – continua ancora il più volte capo del Tesoro- siamo alle raccomandazioni, agli ordini senza sanzioni e alle sanzioni senza leggi. Il caos. Siamo a quello che i   latini chiamavano la lex imperfecta”. 

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