“Con la pandemia l’Europa si è autosospesa: ha disapplicato il mercato permettendo gli aiuti di Stato, ha messo nel freezer i parametri di Maastricht, incentiva anzi la formazione del debito pubblico con gli acquisti dei relativi titoli da parte della Bce. Un incentivo che in Italia ha, in festosa allegria, portato alla concessione di bonus per le bici, i monopattini, le tate ecc. In generale, illudendo il governo sulla drammatica responsabilità del fare debito”.
Lo sottolinea in un’intervista a ‘Il Tempo’ l’ex ministro Giulio Tremonti spiegando che “per contro, l’Europa si è attivata sugli eurobond. Proposti nel semestre italiano nel 2003, e qui ferocemente contrastati dalla Commissione Prodi; riproposti nel 2010. Ora arrivano, ed è molto bene, ma sono un meccanismo terribilmente complicato”.
Peraltro “per le imposte europee serve l’unanimità, ed è molto improbabile. Si farà allora ricorso a maggiori contributi nazionali. Dall’Italia si tratta di circa 40 miliardi. Ne deriva che gli 80 a fondo perduto diventano circa la metà, da distribuire su circa 5 o 6 anni. Gli investimenti europei sono benvenuti, ma da decenni non spendiamo e dunque restituiamo i vecchi e nostri, perché pagati da noi, fondi europei. Cosa porta a pensare che sarà diverso per questi nuovi?”
Quanto all’ipotesi di una patrimoniale per Tremonti “è un gioco malsano che si fa anche nei nostri salotti. Due rilievi: primo, di quanto vuoi fare la patrimoniale? Da 100 miliardi? Ii debito pubblico che ci sarà l’anno prossimo passerà da 200 scenderebbe di 5-6 punti. Cento miliardi di annuncio fanno impressione, 5-6 punti di minor debito fanno ridere. Non solo: se fai una patrimoniale saltano di colpo, con i relativi “ratios” imposti dall’Europa, i bilanci delle nostre banche e delle nostre assicurazioni, che si trovano di colpo senza raccolta ma con gli impieghi. Così che la patrimoniale non la pagano solo i cittadini ma l’Italia nel suo insieme”








