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Gita Gopinath (Capo Economista FMI): «L’Italia si rilancerà se farà riforme strutturali per favorire la produttività»

«L’Italia si rilancia se farà riforme strutturali per favorire la produttività». Lo afferma il capo economista del FMI, Gita Gopinath, intervistata da Roberto Petrini per la Repubblica.

Come immagina un mondo post Covid? «Sebbene molte cose siano ancora incerte, mi aspetto che ci saranno cambiamenti duraturi nel modo in cui lavoriamo, viviamo, facciamo acquisti e viaggiamo. Probabilmente vedremo un modello di lavoro ibrido in cui le persone continueranno a lavorare da casa alcuni giorni della settimana e andranno a lavorare fisicamente gli altri giorni».

Quali effetti negativi della crisi Covid ci porteremo dietro per più anni? «La storia suggerisce che le recessioni profonde spesso lasciano cicatrici di lunga durata, in particolare per la produttività. Prevediamo che le perdite di produzione a medio termine dovute alla pandemia saranno significative, con la produzione mondiale nel 2024 inferiore di circa il 3% rispetto a quanto stimato prima della pandemia. Questa crisi potrebbe inoltre ampliare i divari negli standard di vita in tutto il mondo e invertire i progressi decennali nella riduzione della povertà».

L’ FMI prevede una buona ripresa del Pil per l’Italia al 4,2 per cento. A che punto è il nostro paese? «Nel 2021, l’economia italiana dovrebbe riprendersi parzialmente e in modo non uniforme, con un tasso di crescita annuo del 4,2 per cento, poiché la terza ondata di contagi e le successive restrizioni hanno soffocato i consumi e colpito il turismo e il settore alberghiero».

«La velocità e l’entità della ripresa dipenderanno dalla capacità di ricollocare la capacità produttiva in settori con una domanda in più rapida crescita. La spesa guidata dal Next Generation Eu compenserà parte della produzione persa a causa della pandemia. Tuttavia, le prospettive di crescita a lungo termine dipenderanno dall’attuazione di riforme strutturali per migliorare la produttività».

Conosce il presidente Mario Draghi? «Sì, conosco il presidente Draghi. Ha la rara combinazione di essere un pensatore profondo e allo stesso tempo pratico, e mi aspetto che le sue intuizioni e le sue azioni gioveranno notevolmente al Paese. A nostro avviso, l’Italia dovrebbe utilizzare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza in modo efficiente».

«Altrettanto importante: il piano dovrebbe essere accompagnato da un pacchetto completo di riforme strutturali per aumentare la produttività e collocare saldamente il debito pubblico su una traiettoria discendente».

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