«Serve una zona bianca con più aperture, per riempire il vuoto normativo tra la zona gialla e un ‘liberi tutti’ sbagliato». E’ quanto propone il governatore della Liguria Giovanni Toti, il quale, intervistato sulla Stampa da Mario De Fazio, chiede anche al governo che «nel nuovo Dpcm non ci siano misure più restrittive per il Natale, che vale tre mesi di fatturato: ci giochiamo la finale di Champions dell’economia».
Presidente, cosa chiederete al governo? «Chiediamo che il nuovo Dpcm sia equilibrato. Nessuno si aspetta un Natale con cenoni infiniti e raduni familiari, o un Capodanno con i trenini a cantare Brigitte Bardot. Ma non è neanche utile continuare a immaginare un Natale cupo. Parliamo di 20 giorni fondamentali per l’aspetto religioso e sociale ma anche per l’economia: ci giochiamo un pezzo di occupazione, commercio, agroalimentare, ristoranti». Non c’è il rischio di lasciare spazio al virus? «E’ comprensibile e giusto chiudere se le condizioni del virus lo impongono, come nelle settimane passate. Meno comprensibile sono misure vessatorie se il virus consente qualche spazio di libertà in più».
A quali spazi si riferisce? «C’è da fare una riflessione sulle località sciistiche, che valgono qualche miliardo di euro e centinaia di migliaia di posti di lavoro: se Austria, Slovenia e Svizzera apriranno non lo fanno per autolesionismo. L’apertura a pranzo dà una boccata d’ossigeno ai ristoranti ma non basta a sopravvivere». Non crede sia una visione troppo aperturista? «Non bisogna essere massimalisti né in senso ‘chiusurista’ né in senso ‘aperturista’. Bisogna essere equilibrati, con un po’ di sano riformismo: arriviamo fin dove ci possiamo permettere. Il governo ci dia una traccia di medio periodo: bisogna dire alle persone che devono tenere chiusa un’attività quando potranno riaprila».








