«Mission accomplished, missione compiuta». La frase risuona nella testa di Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, ora che i Giochi sono stati celebrati come un grande successo. E già si parla di organizzarne di nuovi.
C’è uno sport dove gli italiani sono imbattibili: salire sul carro dei vincitori. Che ne pensa? «Le Olimpiadi sono in buona compagnia con altri eventi, come l’Expo a Milano. Ma è una cosa da prendere con leggerezza, senza polemiche, è un aspetto positivo».
Ai giovani ha detto di sognare. «Ho insistito su alcuni temi: l’orgoglio italiano, basta piangersi addosso. Alle nuove generazioni ho detto: prendete stimolo da questo evento per sognare in grande. Il dato più impressionante di questi Giochi: i 2/3 delle persone in Italia fra i 15 e i 24 anni hanno visto la cerimonia d’apertura e poi sono rimasti incollati agli schermi».
Come se lo spiega? «Il messaggio ha colpito nel segno. Ma c’era anche un altro aspetto fondamentale: caricare la squadra. Ripetevo agli atleti: giochiamo in casa e siete voi protagonisti. Ci aspettiamo risultati da far sognare. Puoi organizzare i Giochi migliori del mondo ma se non vinci niente… Ho preso spunto da Tony Estanguet, presidente del comitato organizzatore di Parigi 2024. Ha funzionato anche per spingere le vendite dei biglietti: 250 mila tagliandi acquistati subito dopo la cerimonia d’apertura, e il ritmo aumentava di giorno in giorno grazie ai successi sportivi. L’altro tema decisivo è stato la bellezza».
La bellezza? «La bellezza dei luoghi è un regalo. Per questo dobbiamo essere responsabili nel promuoverla attraverso lo sport, va difesa. Qualcuno ci ha dato il fuoco, non dobbiamo custodire le ceneri ma preservare la fiamma».
Quel fuoco durerà fino al 2040? Può essere ancora lei l’uomo per un’altra missione olimpica a Roma? «Sarei presuntuoso a pensarlo, per dati anagrafici. In automatico la risposta è no. Ma al tempo stesso penso di conoscere molto bene le dinamiche. Al momento è prematuro portare avanti certi discorsi».








