“La consapevolezza del voto dell’elettore passa dalla chiarezza dell’oggetto e del quesito. Ma l’oggetto si è fortemente ridimensionato a seguito della sentenza della Corte, la 192/2024”.
Così il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, risponde ai giornalisti sulle ragioni dell’inammissibilità del quesito referendario sull’Autonomia differenziata.
C’era il rischio di un voto della Corte più politico che giuridico?
“Se ci fosse stato questo scivolamento verso l’attuazione o la non attuazione del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione” – che prevede che la legge ordinaria possa attribuire alle regioni “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” sulla base di un’intesa fra lo Stato e la regione interessata – “si sarebbe introdotto un fattore divisivo”, risponde.
“Il quesito ‘se volete o non volete l’autonomia’ è un interrogativo contro la Costituzione, non sarebbe possibile perché è contro una norma costituzionale. Invece il perno che è rimasto richiede la costruzione dell’edificio nel rispetto dei criteri della sentenza 192”, conclude Amoroso.
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