Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, si dice «sconcertato» per i ritardi nelle vaccinazioni in Lombardia, e in un’intervista a la Repubblica attacca: «Mi sembra incredibile che in questa regione, la più colpita dalla pandemia, si sia ritenuto di iniziare così lentamente rispettando ferie e giorni festivi come se vaccinare le persone non fosse la priorità assoluta».
Per il sindaco dem, «un vaccino in più è una vita in più messa al sicuro: andare avanti rapidamente è un imperativo». «Fare un bilancio dopo pochi giorni è prematuro, è vero, ma non è presto per prendere la misura giusta», ha aggiunto. «Il senso dell’urgenza è plasticamente leggibile nell’organizzazione di Israele, che sta vaccinando i suoi abitanti sette giorni su sette, 24 ore su 24» e questa «è la giusta velocità», ha sottolineato Gori.
«Purtroppo è la Regione che comanda. Non c’è spazio di autonomia per i singoli ospedali», ha lamentato. Per il sindaco di Bergamo «il giudizio politico su questa maggioranza» nella regione Lombardia «non può essere circoscritto solo a Gallera, ma lui è l’assessore alla Sanità». Gallera si deve dimettere? «Avrebbe dovuto farlo da tempo». Perché «in questo contesto, la risposta di Gallera non sta né in cielo né in terra, come peraltro gli ha fatto notare la sua stessa maggioranza».
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