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Giorgio Airaudo (Segretario Fiom Piemonte): «Mio padre morto a poche ore dalla convocazione per il vaccino. Nella campagna ritardi inaccettabili»

Giorgio Airaudo, ex parlamentare, da sempre sindacalista e attuale segretario della Fiom piemontese, ha avuto i genitori ricoverati per Covid a distanza di cinque giorni l’uno dall’altro. Il padre Agostino, che stava per compiere 86 anni, è morto domenica all’ospedale di Tortona. La madre Lina, 82 anni, sta lottando all’ospedale di Rivoli.

«Speravano nella vaccinazione e noi con loro – spiega Airaudo in un’intervista al Corriere della Sera – erano persone fragili. Ne avevano diritto, era diventata la loro terra promessa. Invece, troppo tardi».

Fare richiesta per il vaccino, ha proseguito, «non spettava a loro. In Piemonte tocca al medico di base, che il 16 febbraio li aveva segnalati come “prioritari”. Per più di un mese non abbiamo saputo nulla. Il messaggio che convocava mio padre per il prossimo 9 aprile è arrivato domenica 21 marzo alle 16. Lui è mancato alle 18.45».

Airaudo ha deciso di raccontare la sua storia perché «non si deve tacere, lasciando il campo solo alle ciniche diatribe dei governi regionali» . Sono tantissime, afferma, «le persone che hanno fronteggiato in solitudine la ritirata dei servizi alle persone fragili. La rete di sostegno pubblica è mancata fin dall’inizio».

È imperdonabile «che nel marzo del 2021 continuino a morire in primo luogo gli anziani fragili. Significa che hai sbagliato la campagna vaccinale, proprio quel che non potevi e non dovevi permetterti di fallire».

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