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Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “Le centrali a carbone restano pronte in caso di emergenza”

Le centrali a carbone restano a disposizione in “riserva fredda” e pronte a “entrare in esercizio” in caso di emergenza legato all’approvvigionamento del gas naturale.

Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nel corso del question time in Aula alla Camera risponde a una domanda sulle centrali di Brindisi e Civitavecchia.

Il ragionamento di Pichetto parte dalla conferma che è intenzione del governo “proseguire nel processo di transizione energetica, anche attraverso il superamento del carbone per la generazione elettrica”.

Tanto che è stato “mantenuto l’impegno a cessarne l’utilizzo sul territorio continentale entro il 31 dicembre 2025”.

Ma – avverte Pichetto – “restano ancora valide le esigenze relative alla sicurezza energetica, in considerazione dell’attuale, tuttora incerto, contesto geopolitico. Per tale motivo, i due siti produttivi rimangono disponibili, seppure in un assetto di ‘riserva fredda’. Pertanto, allo stato attuale i due impianti non producono energia – con ciò rispettando gli impegni assunti con il Piano nazionale integrato energia e clima – ma restano potenzialmente pronti ad entrare in esercizio tempestivamente e secondo precise condizioni, in caso di situazioni di emergenza connesse alle criticità dell’approvvigionamento del gas naturale, analoghe a quelle già sperimentate nel 2022”.

“Fermo restando la prosecuzione delle attività relative alla riqualificazione industriale delle aree interessate” – continua Pichetto – “sono comunque in corso da parte del ministero dell’Ambiente valutazioni tecniche più approfondite sulle condizioni e sui requisiti di natura tecnica, regolatoria ed economica riguardanti l’assetto ‘in riserva fredda’, nel rispetto delle norme Ue in materia, al fine di salvaguardare il profilo strategico degli impianti per garantire la sicurezza del sistema in un contesto ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza”.

In ogni caso – conclude Pichetto – “come governo, siamo pronti a facilitare qualsiasi percorso di riqualificazione industriale delle aree di Brindisi e Civitavecchia, anche aprendo allo smantellamento delle centrali, qualora le condizioni di sicurezza energetica lo consentano, attraverso una valutazione di tutte le soluzioni che saranno definite nel Tavolo in corso presso il ministero delle Imprese e del made in Italy, che ha già avviato la procedura di nomina di un commissario ad hoc anche per l’area di Civitavecchia”.

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