“Negli Stati Uniti 25 milioni di persone hanno perso il lavoro ma hanno avuto sussidi di disoccupazione alti. In Europa – soprattutto in Italia, in Germania e in Francia – la strategia è diversa e tiene i lavoratori legati alla loro azienda. Noi non dovremo avere immediatamente a che fare con il problema di reintegrare quelle persone nel mercato del lavoro ma, se alcune attività non saranno più lucrative, prima o poi quei posti di lavoro verranno distrutti. Penso che la scelta europea sia stata quella più giusta però adesso dovremo trovare il modo di sostenere la riallocazione, permettendo a coloro che ricevono la cassa integrazione di trovare un impiego anche in altri settori”.
Così Tito Boeri, economista ed ex presidente dell’Inps, durante l’evento “L’economia ai tempi del Covid”, organizzato in videoconferenza nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
Boeri, che è anche direttore scientifico della kermesse, ha evidenziato che “in questo periodo sono stati creati molti posti di lavoro anche in settori poco qualificati, come la sanificazione di ambienti. Potrebbe essere necessario incentivare le persone a cambiare lavoro”.
“Il mercato sta mandando forti segnali che ci sarà bisogno di riallocazione” ha aggiunto Francesco Giavazzi, professore ordinario di Economia politica presso l’Università Bocconi.
“Sarà importante il ruolo dello Stato: se difenderà tutti i posti di lavoro, anche quelli in settori molto rischiosi, farà un disastro. Sarebbe meglio spendere i fondi che arriveranno dall’Unione Europea su un programma: questa è la cosa più importante che lo Stato italiano dovrà fare nei prossimi mesi”.
Riguardo il prestito richiesto di recente da Fca, ha commentato: “In questo momento, l’automotive è un settore ad alto rischio per il mercato. Se lo Stato garantisce per 4 miliardi – a fronte di un problema di capitale, e non di liquidità – forse dovrebbe avere del capitale da Fca”.
“L’ultima riforma fiscale è stata fatta nel 1973, poi ci sono stati solo ritocchi – ha concluso il professor Giavazzi – La cosa peggiore adesso sarebbe continuare ad aggiustare con ritocchi di anno in anno: il governo dovrebbe nominare una commissione di esperti per riscrivere tutto da zero, ma sarà difficile che questo accadrà”








