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Giappone, nascite ai minimi per il decimo anno consecutivo

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Il Giappone e l’inverno demografico

Il Giappone continua a confrontarsi con un inverno demografico sempre più evidente. Nel 2025 il numero di nascite è diminuito per il decimo anno consecutivo, confermando una tendenza che rappresenta una delle principali sfide strutturali per il Paese.

Secondo i dati preliminari diffusi dal ministero della Salute, nel corso dell’anno sono nati 705.800 bambini, il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni statistiche avviate nel 1899. Il dato, che include anche i residenti stranieri, segna una flessione del 2,1% rispetto al 2024.

Popolazione in calo e squilibrio demografico

Il declino delle nascite si inserisce in un quadro più ampio di diminuzione della popolazione. Il ministero dell’Interno stima che a febbraio la popolazione totale del Giappone fosse pari a 122,86 milioni di abitanti, con un calo dello 0,47%, pari a circa 580.000 persone, rispetto all’anno precedente.

La differenza tra decessi e nascite raggiunge livelli record. La cosiddetta flessione naturale della popolazione arriva infatti a 899.845 unità, segnalando uno squilibrio sempre più marcato tra generazioni.

Nel 2025 il Paese ha registrato 1.605.654 decessi, 13.030 in meno rispetto alle previsioni per il 2024, con un calo dello 0,8%.

Cambiamenti sociali ed economici

Gli analisti collegano il fenomeno a una combinazione di fattori economici e sociali. Da un lato, l’erosione del potere d’acquisto e l’inflazione incidono sulle scelte familiari. Dall’altro lato, cresce il numero di persone che posticipano matrimonio e genitorialità oppure scelgono di non avere figli.

Il dato appare ancora più significativo se confrontato con le previsioni ufficiali. L’Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione stimava che la soglia delle 710.000 nascite non sarebbe stata raggiunta prima del 2042. Il risultato reale ha anticipato il trend di quasi vent’anni.

Conseguenze economiche e sociali

Il declino demografico produce effetti concreti sull’economia e sulla società giapponese. La quarta economia mondiale registra una crescente carenza di manodopera, mentre aumentano i costi della previdenza sociale e si riduce la base dei contribuenti.

Il fenomeno contribuisce inoltre a incidere sul debito pubblico del Paese, che presenta già il rapporto debito-reddito più alto tra le principali economie mondiali.

I dati pubblicati lo scorso anno indicavano inoltre la presenza di quasi 100.000 centenari, di cui circa il 90% donne, ulteriore segnale dell’invecchiamento della popolazione.

Spopolamento e risposta politica

Lo spopolamento colpisce in modo particolare le aree rurali. Il numero di case abbandonate si avvicina ormai ai quattro milioni e, secondo uno studio recente, oltre il 40% dei comuni rischia di scomparire.

Diversi leader politici hanno promesso interventi per invertire il calo delle nascite, finora con risultati limitati. La capitale Tokyo ha sviluppato anche una propria applicazione di incontri che richiede agli utenti di dimostrare di essere single e di firmare una dichiarazione con l’intenzione di sposarsi.

Il primo ministro Takaichi ha definito la situazione una sfida cruciale per il futuro del Paese dichiarando in Parlamento: “Il calo delle nascite e la diminuzione della popolazione costituiscono un’emergenza silenziosa che eroderà gradualmente la vitalità del nostro Paese”.

Il tema si intreccia anche con il dibattito sull’immigrazione. Secondo diversi osservatori, l’arrivo di lavoratori stranieri potrebbe contribuire ad attenuare il declino demografico e le difficoltà del mercato del lavoro. Tuttavia, sotto la pressione del partito anti-immigrazione Sanseito e del suo slogan “Japan First”, il primo ministro ultraconservatore ha promesso politiche più severe sugli ingressi nel Paese.

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