Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Gianfilippo Mancini (CEO Sorgenia): «La norma sugli extraprofitti va corretta»

“E’ il momento di scelte diverse sull’energia. Di consumi consapevoli, di fonti alternative, di pannelli fotovoltaici sui tetti per  chiunque ne abbia uno, di attenzione a come produciamo questo bene. E’ anche il momento di dare una mano al Paese”.

Lo ha detto al Corriere della Sera Gianfilippo Mancini, alla guida di  Sorgenia, sottolineando che “paghiamo 23 milioni di euro come contributo di solidarietà che il governo ha individuato come extra-profitto. Lo abbiamo accettato di buon grado anche se la normativa è a dir poco  imperfetta, si basa infatti sulle liquidazioni Iva che non registrano davvero chi sta guadagnando sul mercato dell’energia in questi mesi. Ma quello che conta oggi è superare l’emergenza, dare una mano, provare ad  alleviare il peso di queste bollette trascinate dal prezzo del gas sulla Borsa di Amsterdam che nulla più ha a che fare con le normali dinamiche  di mercato e che sta travolgendo famiglie ed imprese”.    

“Putin sta giocando con noi come il gatto col topo. Un giorno fa è bastata la dichiarazione di intenti a Bruxelles di un tetto al prezzo del  gas russo e il mercato ha incorporato l’aspettativa che l’Europa  finalmente possa far valere il suo peso negoziale da maggiore acquirente  di metano da Mosca. Subito dopo la russa Gazprom ha ventilato un  prolungamento della fermata del Nord Stream per supposti problemi ad una  turbina e il prezzo è tornato a salire. E’ chiaro che sta tagliando al  minimo le forniture alimentando artificialmente i prezzi”, ha continuato  Mancini spiegando che “non c’e’ piu’ una correlazione tra i fondamentali  della materia prima e il suo prezzo all’ingrosso. Dunque va corretto il  mercato dell’energia, introducendo un price cap alla borsa europea del gas  e disaccoppiando il prezzo dell’energia elettrica prodotta da fonte  rinnovabile da quella prodotta col gas. E’ una procedura complessa che  prevede una convergenza europea perché il Vecchio Continente è ormai un  mercato interconnesso. Il punto di arrivo saranno i contratti a prezzo  fisso con i clienti finali per la fornitura di energia green, parametrando  il costo solo agli investimenti effettuati”.    

Con il tetto al prezzo del gas, “è chiaro che il rischio” di uno stop delle forniture “c’è, ma è arrivato il momento di agire. Auspichiamo che il governo rimoduli l’azione fiscale, introducendo un contributo di  solidarietà che sia più idoneo a tassare gli extraprofitti, e che  coinvolga tutti i settori che hanno visto aumentare i guadagni in questi  mesi di crisi”.    

“Noi abbiamo adempiuto all’obbligo di legge seppur ci troviamo  schiacciati tra il prezzo del gas ai massimi e la necessità di non scaricare tutto sulla clientela. I clienti piu’ “protetti” sono quelli che  hanno un contratto fisso stipulato prima dell’emergenza che  intelligentemente hanno abbandonato la tariffa pubblica passando al mercato libero e hanno così evitato il salasso. Dunque non demonizziamo  il mercato, ma prendiamo degli accorgimenti”, ha concluso il manager.  

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.