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Giancarlo Giorgetti (Ministro Sviluppo Economico): «Il PNRR servirà anche ad accrescere la fiducia dei cittadini, a patto che si riesca a spendere quei soldi»

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“Il PNRR rappresenta un’occasione unica non soltanto per ricostruire il Paese, ma soprattutto per accrescere la fiducia dei cittadini”. Il ministro Giancarlo Giorgetti, intervenendo al convegno “Etica e finanza pubblica: attuazione del PNRR e Benessere per i cittadini” promosso dalla Corte dei Conti e dall’Università Alma Mater di Bologna, ha manifestato le sue preoccupazioni sull’effettivo utilizzo dei fondi del PNRR. “La fiducia è un concetto troppo poco richiamato, ma è fondamentale nei rapporti cittadino-governo. Senza fiducia non c’è futuro. Soprattutto per quel che riguarda i giovani che sono chiamati a scelte fondamentali”.

La preoccupazione più grande è quella di rendere la crescita duratura: “Sotto questo profilo sono fondamentali le riforme che richiedono una forte discontinuità con il passato. – sostiene il ministro – Viene in primo luogo in considerazione l’operato della PA, che si occupa troppo delle procedure e poco dei risultati. La Pubblica Amministrazione si è impoverita per lunghi anni nelle risorse umane.

Il lavoro da fare è ancora tanto e segue un percorso specifico: “Stiamo lavorando per far sì che l’Italia diventi un Paese attrattivo per gli investimenti italiani e stranieri. – osserva Giorgetti – Ma soprattutto deve esserlo per i giovani, ancor più con riguardo alla situazione al meridione. Il MISE sta coltivando 10 progetti di investimenti per 18 miliardi. Abbiamo cercato di trovare le energie necessarie per consentire gli investimenti nella ricerca insieme con il Ministero dell’Università e della Ricerca, cercando di scongiurare sovrapposizioni, attraverso una doverosa convergenza e collaborazione”.

Ci sono però dei punti di attenzione da cui guardarsi: “Magnifichiamo le risorse del PNRR, ma dimentichiamo che questo Paese negli anni passati ha avuto ingenti risorse comunitarie, dimostrando in molti casi un’incapacità di spesa. Credo che dobbiamo fare una riflessione tutti quanti, qualunque organo dello Stato”.

“Il problema principale – continua Giorgetti – è quello dei decreti ministeriali o interministeriali. Dobbiamo risolvere i problemi dei cittadini. La realtà di oggi è che buona parte dell’attività legislativa è svolta dal Governo; viene poi “ratificata” dal Parlamento, e uso questo termine con cautela. Nel caso della legge di bilancio ci sono centinaia di commi/norme, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che però non sono effettive perché non sono autoapplicative. Occorrono i decreti ministeriali, e quando ci si trova di fronte a dei decreti interministeriali, ci sono rimbalzi da un ministero a un altro. Passano i mesi, a volte gli anni e le norme non diventano mai effettive, occorre studiare dei meccanismi che servano a rendere effettive le norme”.

“Volendo fare un esempio, parliamo del settore fieristico. Il parlamento ha approvato diversi crediti di imposte per le Fiere, il cui settore è in crisi. Sono però due anni che non ci sono i decreti attuativi e le organizzazioni fieristiche non vedono i soldi. La colpa di chi è? Si fa difficoltà a individuare un responsabile nel complesso delle competenze che ci sono. Ecco perché – conclude il ministro – occorre un vero cambiamento di rotta”.

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