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Paolo Gentiloni, Commissario UE: “Serve un Fondo sovrano Ue per reagire ai sussidi green Usa”

«Io prendo sul serio quello che von der Leyen ha detto a Davos ovvero che risponderemo anche con fondi comuni europei, citando un Fondo sovrano europeo. Io penso che la nostra risposta debba essere a questo livello e non ognuno per sé», ha dichiarato il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, durante il suo intervento al convegno “A&F Live. Dove andiamo? Una bussola per capire l’economia”.

Non bastano regole sugli aiuti di Stato più flessibili per garantire la competitività dell’industria europea e reagire ai sussidi green dell’Inflation Reduction Act (Ira) statunitense. Serve un Fondo sovrano europeo, ha detto Gentiloni. «Non vogliamo minimamente accendere una corsa ai sussidi con gli Stati Uniti ma dobbiamo far fronte a un problema di competitività europea che viene dal costo dell’energia, che anche se è sceso attorno ai 45 euro a Mwh è molto più alto di quello degli Usa, dalla differenza tra le nostre giurisdizioni che a volte complica la vita alle imprese. In cima a questo c’è l’Inflation Reduction Act».

«Tuttavia, noi abbiamo la forza del mercato unico europeo che ha 450 milioni di consumatori e per le grandi imprese è difficile rinunciarvi. Poi abbiamo il know-how, la tecnologia, il capitale umano e le università», ha proseguito sottolineando che una risposta europea «che dica solo “liberiamo le risorse di bilancio dei singoli Stati” e quindi autorizzi i singoli Paesi europei a fare tax credit e allentare le regole sugli aiuti di Stato per fare sussidi sia comprensibile se fatto in modo mirato e temporaneo. Se questa fosse la risposta europea penso che sarebbe molta pericolosa per le differenze nel mercato unico e tra i Paesi europei e perché non sarebbe all’altezza. Su alcune tecnologie di punta abbiamo bisogno di valore aggiunto e di tecnologie a livello europeo». Gentiloni si è poi concentrato sul Pnrr rassicurando sul fatto che sulla revisione del piano italiano «a Bruxelles c’è disponibilità totale».

«So che il governo italiano sta lavorando a testa bassa sulle modifiche del Pnrr da presentare alla Commissione. Non dobbiamo minimamente abbassare la guardia e dobbiamo rimboccarci le maniche per far funzionare il Pnrr. Io sono ottimista perché vedo un grandissimo impegno del governo italiano», ha detto. Il commissario ha proseguito dicendo che «nel nostro Paese riusciamo a dare molta attenzione a molti problemi, come il Ponte sullo stretto o la Flat Tax, ma ci dimentichiamo che c’è un problema di estrema attualità che si chiama Pnrr e non mi sembra sufficientemente al centro delle nostre preoccupazioni».

«Dobbiamo capire che ruolo deve svolgere l’Italia nella frontiera di conversione ambientale delle nostre economie. Penso che l’Italia debba interloquire con le autorità europee e che non possa essere relegata ad avere una politica che un po’ trascina i piedi e un po’ sogni di tornare a epoche precedenti. La transizione deve essere realistica, flessibile, compatibile con la nostra economia e dobbiamo guadagnarci una leadership in questo processo e non essere l’ultimo vagone del treno».

Infine, per quel che riguarda la situazione dell’economia italiana ed europea e le previsioni per il 2023, Gentiloni ha dichiarato che, in riposta alla crisi energetica «abbiamo fatto un mezzo miracolo, siamo riusciti a smentire le previsioni catastrofiche che facevamo l’estate scorsa, quando parlavamo di blackout, di recessione, di chiusure di imprese e disoccupazione. Abbiamo una situazione leggermente migliore di come l’avevamo prevista. Diamo ancora in un contesto difficile e abbiamo di fronte una sfida complicata e inedita per le generazioni attuali di fare i conti con la necessità di crescere ma anche di governare l’inflazione. Quello che è successo sull’energia, con i prezzi che si sono impennati e ora sono di nuovo sotto al livello precedente all’invasione russa dell’Ucraina lo dobbiamo rivendicare. Siamo in una situazione molto difficile ma non è la condizione così drammatica che tutti prevedevamo nell’estate scorsa».

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