“Si discute molto della riforma del Patto di Stabilità, di come fare fronte all’enorme bisogno di investimenti anche pubblici necessari per le nostre transizioni e come rendere le nostre regole per tenere sotto controllo il debito più graduali, più realistiche e compatibili con la crescita”.
“Per quanto riguarda il discorso sui livelli del debito, sappiamo che il livello del debito del 60% introdotto nei trattati non è stato introdotto su proposta di chissà quali Premi Nobel ma era la media del debito dei Paesi dei dodici firmatari dei trattati a quell’epoca”.
Lo ha dichiarato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, in audizione alle commissioni congiunte Affari economici e Occupazione del Parlamento europeo.
“Ci sarebbe ragione per mettere in discussione queste soglie. Penso però che non sia questo il modo per affrontare la necessaria gradualità e la necessaria attitudine favorevole alla crescita dei percorsi di riduzione del debito. Non è semplicemente cambiando un numero, che tra l’altro non è certo la Commissione che può proporre di cambiare, che noi renderemo le nostre regole più adatte alla situazione post Covid. Cosa che dobbiamo fare”, ha aggiunto Gentiloni.
Per saperne di più:

Infrastrutture e geopolitica, Enzo Peruffo: le scelte strategiche per la competitività dell'Italia e...

Infrastrutture e competitività, Andrea Pancani: «L'Italia è più avanti di come viene raccontata»

Infrastrutture e logistica, Pasquale Russo: «L'Italia deve investire di più e superare i blocchi all...

Vincenzo Nunziata: oltre 9 miliardi per il futuro di Fiumicino

Patrizia Micucci, fondatrice di Aurora Growth Capital, sul contributo delle banche italiane: “Da pre...






