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Silvio Garattini (Presidente Istituto farmacologico Mario Negri): «L’Italia dovrebbe attrezzarsi per produrre il vaccino in autonomia»

L’idea di ritardare la seconda dose di vaccino per coprire il maggior numero possibile di persone con la prima somministrazione “non è risolutiva”, anche se “non creerebbe problemi ai vaccinati”. Lo dice Silvio Garattini, presidente dell’Istituto farmacologico Mario Negri, in una intervista a Repubblica.

“Ritardare la seconda dose non è il punto. Quella è stata la linea della Gb in una situazione fuori controllo, con 1.200 morti al giorno. Noi abbiamo i contagi in crescita, ma non viviamo uno scenario così drammatico”. Il punto, spiega, è “guardare un po’ più verso l’orizzonte, non solo all’oggi. La pandemia potrebbe non risolversi quest’anno, il virus potrebbe continuare a circolare, con la necessità di ripetere il vaccino”.

Dunque, bisogna attrezzarsi per garantire le dosi necessarie anche in futuro, tenendo anche conto delle varianti del virus che potrebbero richiedere delle messe a punto dei vaccini. “Lo sapevamo da settembre che sarebbero servite le fabbriche per i vaccini. La Germania ha allestito nuovi stabilimenti, in Francia gli impianti Sanofi hanno deciso di mettersi a produrre il vaccino di Pfizer. Per l’Italia sarebbe meglio tardi che mai”.

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