«Servono misure di spinta coraggiose, e per questo ci preoccupa la crisi del Pnrr». Ad affermarlo è Simone Gamberini, presidente di Legacoop commentando il rapporto annuale realizzato da AreaStudi Legacoop e Prometeia. «Il boom post pandemico ha mostrato che questo paese è pieno di energie, ha un dinamismo che cova sotto la cenere ma è bloccato da strutture arcaiche, regole e scelte sbagliate non solamente a livello nazionale».
«In questo rallentamento tutti devono fare la loro parte per liberare la forza creativa del Paese. La cooperazione l’ha fatta e questo rapporto lo conferma: nel decennio passato si è rinnovata, riequilibrandosi dove necessario, consolidandosi quando possibile. Ma come il resto del sistema produttivo non può fare tutto da sola. Se i costi aumentano, l’incremento dei tassi rischia di soffocare l’economia».
Un problema essenziale che va affrontato e risolto, spiega, «è quello dei costi del finanziamento in capo alle amministrazioni locali per la gestione delle opere che, con l’aumento dei tassi di interesse, sono insostenibili per gran parte di quei comuni, in maggioranza sotto i 5.000 abitanti, per i quali passano due terzi dei progetti e che spesso si vedono costretti a rinunciare alle risorse del Piano».
Inoltre, osserva, «dopo che la Cabina di regia, come annunciato, avrà effettuato una ricognizione per individuare i progetti realisticamente realizzabili con il Pnrr e quelli da finanziare con Fondi di coesione e Repower Eu, è urgente una revisione del modello, con un coinvolgimento dal basso del tessuto sociale e produttivo italiano. E occorre la spinta delle riforme, prima fra tutte quella fiscale. Una decisa riduzione della tassazione sul lavoro e del cuneo fiscale è ormai irrinunciabile. La ripresa post covid non era un fuoco di paglia, farla spegnere sarebbe un delitto».








