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Furto banche dati, la compromissione delle informazioni può avere conseguenze disastrose | L’analisi dell’esperto Fabrizio Fiorini

La compromissione dei dati della pubblica sicurezza “può avere conseguenze disastrose, non solo per l’individuo a cui appartengono, ma anche per l’intera sicurezza pubblica.

La perdita o l’alterazione di informazioni critiche può ostacolare le indagini, compromettere operazioni sotto copertura e persino mettere a rischio la vita degli operatori di pubblica sicurezza e dei cittadini”.

È quanto sostiene all’Adnkronos Fabrizio Fiorini, docente al dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento.

Per cui, continua l’esperto, per affrontare queste minacce, “è essenziale implementare una serie di misure di protezione dei dati” a partire dal “miglioramento della sicurezza delle credenziali” che vuol dire “adottare sistemi di autenticazione robusti, come l’autenticazione a più fattori, per garantire che solo le persone autorizzate possano accedere ai dati sensibili”.

C’è poi bisogno, continua Fiorini, di un “monitoraggio e di un controllo degli accessi” con l’introduzione “di sistemi di verifica continua e monitoraggio delle attività di accesso per rilevare tempestivamente comportamenti sospetti”.

Un altro punto fondamentale, indica quindi il docente, è quello della formazione continua: è necessario “offrire programmi di formazione periodica agli operatori di pubblica sicurezza per mantenere alta la consapevolezza sulla sicurezza informatica e sulle migliori pratiche di gestione dei dati”.

C’è poi la questione della collaborazione con gli hacker etici, dice Fiorini, perché lavorare con loro può servire per “identificare e correggere vulnerabilità nei sistemi informatici prima che possano essere sfruttate da malintenzionati”.

Infine, conclude l’esperto, serve “applicare sanzioni rigide e immediate per individui infedeli all’interno delle istituzioni di pubblica sicurezza per dissuadere comportamenti illeciti”.

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