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Franco Locatelli (Presidente Consiglio Superiore di Sanità): «Il programma vaccinale non è affatto saltato»

«Il programma vaccinale non è affatto saltato. Anche se le riduzioni nella fornitura non erano previste, andiamo avanti. Per i due vaccini già approvati (Pfizer e Moderna), avremo a disposizione più di 60 milioni di dosi per immunizzare 30 milioni di persone». Lo afferma Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, intervistato da Margherita De Bac per il Corriere della Sera.

Quali sono le vostre aspettative su AstraZeneca? «Gli accordi vanno rispettati così come i contratti stipulati, non può prevalere la logica di dare priorità a chi ha firmato prima. Inoltre, per una rifinitura del piano vaccinale, aspettiamo il pronunciamento di Ema rispetto all’approvazione e all’eventuale raccomandazione per differenti fasce di età. Altri vaccini sono in fase avanzata di sviluppo, quelli di Johnson & Johnson e di CureVac. Si attende possano aver presto approvazione, l’Italia riceverà un numero assai elevato di dosi. Per il primo, la fornitura dovrebbe essere di 53 milioni».

Quali sono le conseguenze sul piano del controllo dell’epidemia? «L’obiettivo è vaccinare il numero più elevato di persone nel più breve tempo possibile al fine di conferire immunità da malattia e, auspicabilmente, protezione dal rischio di contagiarsi. È chiaro che la prima condizione per ottenere questo obiettivo è avere il numero di dosi concordate nei tempi previsti». Molti anziani ci scrivono, spaventati. «Non si perdano d’animo. Il piano vaccinale che è stato sviluppato è fondato in maniera prioritaria sulla tutela dei più fragili e tra questi gli anziani, visto che l’età media dei deceduti è rimasta per tutti questi mesi costantemente sopra agli 80 anni. Gli anziani continuano ad essere la priorità».

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