Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Francesco Vaia (Direttore Sanitario Spallanzani): «È giusto che l’opinione pubblica si occupi delle varianti, ma senza terrorismi»

«Sono rattristato perché in questo momento avverto quasi un terrore da parte delle persone. Il Paese è sotto stress: chiusure, aperture, chiusure, vaccini che arrivano e non arrivano e adesso le varianti. Vorrei essere chiaro: è giusto che l’opinione pubblica se ne occupi. Non è giusto che venga spaventata». Così in un’intervista al Messaggero Francesco Vaia, Direttore Sanitario dello Spallanzani.

«In estate abbiamo avuto la variante spagnola e nessuno si è preoccupato più del dovuto, il dato non è stato enfatizzato. Del resto è del tutto normale, fisiologico, che il virus continui a variare. E finora sappiamo che le varianti non portano un aggravamento della malattia e che allo stato non ci sono elementi che facciano pensare a una minore validità del vaccino». continua il professore.

A proposito della mossa del premier inglese Boris Johnson, che ha appena preordinato 50 milioni di dosi aggiornate in modo specifico per le varianti, Vaia commenta: «Siamo di fronte a un annuncio da parte di un politico». «Io sono un tecnico e posso dire che la strada maestra è una, non sono due. Dal punto di vista della scienza posso rassicurare che siamo in grado di adeguare i vaccini in breve tempo, qualora fosse necessario. La variante inglese sembra che contagi con più rapidità e che infetti anche i giovani, tuttavia non si è registrato un aggravamento della malattia. I giovani fortunatamente continuano a rispondere bene all’infezione».

«In una fase con carenza di vaccini può essere saggio come suggerisce Galli tutelare prima chi non ha nessun anticorpo. Tuttavia l’immunità determinata dal vaccino copre per almeno 9-12 mesi, quindi un periodo maggiore. Il virus Sars-CoV-2 è nuovo e ci tocca sfidarlo con ragionamenti empirici. Chi ha fatto affermazioni assertive tipo “è morto” oppure “il caldo lo distrugge” è caduto in clamorosi errori, che alla fine hanno generato confusione e disorientamento nell’opinione pubblica».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.