“Siamo qui per stabilire che il soft power ha un valore economico. Che può avere un effetto positivo sulle esportazioni e sulla credibilità internazionale. Che con il Soft Power -potere dolce, diverso dal potere forte, Hard Power– un Paese può guadagnare, in ogni senso, può migliorare la crescita e il benessere economico”.
Parole di Francesco Rutelli, presidente del Soft Power Club alla settima Conferenza sul Soft Power, al Centro convegni di Banca d’Italia a Roma.
Serhan Cevik, Senior Economist del Fondo Monetario Internazionale, ha presentato il suo modello per misurare il Soft Power Index, che calcola come una serie di parametri (stabilità di governo, spese per l’istruzione, accessi a Internet, marchi e brevetti, siti Unesco, medaglie olimpiche e molti altri) possano avere forte impatto economico, su competitività e crescita.
Poi Monu Prem (Istituto Einaudi) ha detto: “Dobbiamo tener conto che in ciascun Paese il Soft Power deve essere in grado di interagire con l’Hard Power”.
Paolo Angelini, vice governatore di Banca d’Italia ha parlato dell’importanza del Soft Power in un momento in cui “la volontà del mondo di cooperare è al minimo storico”.
Stefania Lenoci, rappresentante Sud Europa della Banca Mondiale, ha illustrato la strategia attraverso agricoltura sostenibile, elettrificazione e sanità nelle zone meno sviluppate e altri aspetti del Soft Power per salvare 100 milioni di posti di lavoro nel mondo nei prossimi anni.
Sir Charles Powell, già consigliere di Margaret Thatcher, ha spiegato che oggi “lo spettro sono Paesi come Russia, Cina, Corea, rappresentanti dell’Hard Power”.
Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, ha spiegato che oggi nel mondo “l’influenza dei Paesi che praticano Hard Power è più importante sul piano del cibo che su quello militare”.
Lorenzo Galanti, direttore Italian Trade Agency, ha parlato del peso delle esportazioni italiane, in particolare nel settore del cibo.
Marzio Galeotti, direttore della Ricerca scientifica della Fondazione Eni, ha parlato del ruolo del Soft Power sul clima e la salute.
Domani nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera seconda giornata, sul tema del contrasto alla disinformazione.








