A due anni dal lancio del Green Deal, che Ursula von Der Leyen paragonò in qualche modo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, la domanda è: sta funzionando? Così Francesco Grillo sul Messaggero “La sensazione – scrive l’editorialista – è che l’Unione Europea (e, soprattutto, la Commissione) stia lavorando tantissimo a questi obiettivi e che, però, ci sia un errore di metodo che continua a rendere molti impegni encomiabili ma poco efficienti.
Un’intuizione giusta che la Commissione Europea ha, è che le risorse pubbliche non bastano: non quelle di Stati fortemente indebitati, ancora di meno quelle proprie della Commissione che non arrivano al 2% del PIL complessivo dell’Unione.
Per orientare anche quelle private verso attività sostenibili, la Commissione ha scelto di identificare tali attività con quella che chiama ‘tassonomia’: l’idea è che rendendo trasparenti quanto ‘verdi’ sono gli attivi di banche, fondi e imprese, ciò porta ad una riduzione del costo che consumatori e risparmiatori pretendono in funzione non solo del rischio ma della sostenibilità di un investimento”.
Secondo Grillo, sorgono però due problemi: Il primo è che una lista molto dettagliata non riesce a star dietro a innovazione tecnologiche velocissime. Il secondo è che con regolamenti validi per tutti, perdiamo flessibilità”.
Esiste una strategia alternativa, spiega Grillo: Da una parte, dall’alto dobbiamo concentrarci su pochi, grandi obiettivi di politica industriale: Dall’altra, dal basso sono le città, l’ambiente nel quale incoraggiare sperimentazioni di nuovi modelli di consumo.
In mezzo ci vuole però un sistema di misurazione almeno mensile di quante emissioni produce e consuma ogni territorio e per ogni settore (industria, trasporto, case…) in maniera che tutti possano avere idea di quanto velocemente stiamo cambiando.
La missione Apollo era una sfida che poteva essere vinta da qualche migliaio di ricercatori della Nasa e un manipolo di astronauti coraggiosi. Il ‘patto verde’ richiede, invece, la trasformazione di abitudini di centinaia di milioni di persone. Serve, subito, un’Unione molto più politica”.
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