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Stefano Folli su Repubblica: “Stanno delegittimando il ministro Nordio”

«È in atto una sorta di rigetto della riforma della giustizia di cui Nordio è il paladino», afferma Stefano Folli. «Una riforma più radicale di quella promossa da Marta Cartabia, peraltro a suo tempo quasi altrettanto contestata da circoli politici e ambienti della magistratura». Dopo la relazione sulla Giustizia esposta alla Camera dal Guardasigilli, Carlo Nordio, Folli sostiene su Repubblica che è in corso un tentativo di delegittimare il ministro della Giustizia, facendo leva su alcune sue frasi non proprio felici e su una certa imprecisione nel circoscrivere l’ambito delle intercettazioni come strumento di indagine.

«Chi condivide gli obiettivi di Nordio parla di una riforma “garantista”, conforme allo Stato di diritto e volta a rendere più rapide le procedure giudiziarie, nonché a ridurre l’eccesso di corporativismo dei magistrati. Chi invece attacca il ministro usa argomenti “fine del mondo” e non c’è niente di più letale che accusare il Guardasigilli, giusto all’indomani della cattura di un super-capo della mafia, di voler togliere potere agli investigatori. È una polemica in cui gli aspetti politici prevalgono di parecchio sul merito dei problemi. Ed è questo il motivo per il quale la riforma Nordio, di là da venire, ha già scatenato lo scontro in Parlamento e fuori».

«L’opposizione è finita subito sotto l’ala dei 5S, lesti come sempre a rilanciare gli stati d’animo della magistratura più intransigente. La voce del Pd è apparsa ancora una volta flebile, incapace di fissare dei distinguo. C’è poi il ruolo svolto dal “terzo polo”, da cui è venuta una difesa esplicita di Nordio e del carattere riformista della sua iniziativa, un aspetto da non sottovalutare perché in futuro potrebbe compensare sul piano parlamentare le riserve che esistono anche nel centrodestra. C’è da credere tuttavia che Meloni apprezzi la rotta intrapresa da Nordio. Magari avrebbe preferito una maggiore abilità politica nell’affrontare il tema, ma che il governo di destra possa apparire “garantista” sulla giustizia non le dispiace».

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