Serve «flessibilizzare l’aggiornamento», non si può «rimanere con un prezzario annuale». Queste le parole della ad di Rfi, Vera Fiorani, intervenuta alla presentazione dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni di Ance. Fiorani ha spiegato di far «riferimento ai nuovi bandi che usciranno nel corso d’anno e se sarà necessario usciremo con un nuovo adeguamento ma solo per le nuove gare che lanceremo».
Fiorani ha ribadito: «Il mondo imprenditoriale ci ha chiaramente detto che era difficile rispondere alle nostre gare con quello che stava succedendo coi prezzi del nostro prezzario del 2021. Abbiamo ascoltato, discusso e abbiamo fatto un lavoro complesso che ha portato all’emissione del nuovo tariffario che ha comportato un incremento che ha toccato moltissime voci». Rfi ha introdotto nei suoi contratti «una clausola di revisione prezzi che protegge gli appalti in corso dalle ulteriori variazioni di prezzi» e questo dimostra che il tema «è completamente presidiato».
Aspettative per il 2022
«Il 2021 è stato un anno record per la produzione nei cantieri ferroviari. L’anno scorso» ha detto Fiorani «abbiamo pagato Sal (Stati di avanzamento lavori) per 5,7 miliardi, con un aumento del 30% rispetto al 2020. Si tratta di un livello di produzione che non si vedeva da almeno dieci anni». A questo, ha spiegato Fiorani, «si sono aggiunte anticipazioni contrattuali per altri 2,6 miliardi, portando il livello di nostro intervento nel settore a oltre 8 miliardi». Anche le attese per il 2022 sono positive. Fiorani ha spiegato che l’anno prossimo è atteso un nuovo aumento della produzione per quasi un miliardo, portando la produzione 2022 a quota 6,6 miliardi. «Nel 2022 lanceremo 24,7 miliardi di gare».
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