Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Nelli Feroci, presidente Istituto affari internazionali: “La Francia è spiazzata dall’attivismo dell’Italia”

«C’è un problema serio» tra Italia e Francia. Ne è convinto Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto affari internazionali (Iai) e già rappresentante permanente dell’Italia a Bruxelles. Dietro le tensioni, spiega l’ambasciatore in un’intervista al Messaggero, si cela anche il crescente attivismo italiano nello scacchiere africano, dalla Libia all’Algeria.

Prima l’attacco del ministro dell’Interno Darmanin, ora il leader di En Marche Sejourné. L’Italia è nel mirino dell’Eliseo?

«Due indizi forse non fanno una prova ma confermano che c’è un problema serio. Evidentemente l’attacco di Darmanin sui migranti non era una voce dal sen fuggita né un incidente», sottolinea. Secondo Nelli Feroci, «nonostante le timide smentite dell’Eliseo, è chiaro ormai che Macron usa le tensioni con l’Italia per ragioni di politica interna».

«Il presidente rischia un’offensiva della destra lepenista in vista delle europee e per questo mette sullo stesso piano Giorgia Meloni e Marine Le Pen, descrive entrambe come leader che promettono senza poi mantenere», aggiunge.

Non c’è solo la campagna elettorale. L’attivismo del governo italiano in Libia sta irritando Parigi?

«Il recente incontro di Meloni con il generale Haftar a Roma può essere una delle ragioni dietro le tensioni, sappiamo che il dossier libico è da sempre divisivo tra Italia e Francia che hanno puntato su carte diverse: noi sul governo di unità nazionale a Tripoli, loro su Haftar. La premier ha fatto bene a incontrare il leader libico, in questo momento ogni interlocuzione è preziosa. Ma c’è dell’altro», prosegue Nelli Feroci.

La «competizione tra Francia e Italia cresce in altre aree dello scacchiere africano». «Penso all’impegno italiano nella crisi tunisina. Ma anche ai Paesi cardine della strategia energetica italiana», insiste. «Mi riferisco anzitutto all’Algeria che è appena diventato il primo fornitore di gas per l’Italia. Dall’era post-coloniale in poi Algeri ha sempre guardato a Roma per colmare vuoti e distanze con Parigi. Il ritorno del nostro Paese come protagonista dell’industria di idrocarburi algerina è un fattore di cui tenere conto in questo nuovo confronto con la Francia».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.