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Inverno demografico: la Cassa dei Dottori Commercialisti favorevole al tirocinio in ateneo

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Audizione alla Camera sulla riforma dei commercialisti

Il tema dell’inverno demografico entra anche nel dibattito sulle professioni e sull’accesso al lavoro. Durante un’audizione alla commissione Giustizia della Camera, il presidente della Cassa dottori commercialisti (Cdc), Ferdinando Boccia, ha espresso una posizione favorevole a misure che riducano i tempi di ingresso dei giovani nella professione.

Boccia è stato ascoltato sul progetto di legge di riforma della professione di dottore commercialista ed esperto contabile.

Tirocinio di 18 mesi e possibilità di anticiparlo

Attualmente, ha ricordato Boccia, i giovani che intraprendono un percorso abilitante devono svolgere un tirocinio di 18 mesi presso un collega iscritto all’Albo da almeno cinque anni.

Esiste già la possibilità di svolgere sei mesi durante il periodo universitario. Tuttavia, secondo il presidente della Cdc, occorre intervenire ulteriormente per ridurre il tempo che intercorre tra la laurea e l’esame di abilitazione.

Boccia: iniziative utili contro l’inverno demografico

Nel suo intervento, Boccia ha collegato il tema della riforma anche al quadro demografico nazionale.

“Considerato l’inverno demografico che sta interessando da diverso tempo il nostro Paese, guardiamo con particolare favore a tutte le iniziative che riducano la fase che intercorre fra il conseguimento del titolo universitario e l’esame di abilitazione”, ha affermato.

Il riferimento è alla necessità di rendere più rapido e sostenibile l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, in un contesto segnato dal calo delle nuove generazioni.

Sì al tirocinio interamente durante gli studi universitari

Per questo motivo, Boccia ha giudicato positivamente la previsione contenuta nel provvedimento in discussione.

Secondo il presidente della Cassa dottori commercialisti, è un passaggio importante la possibilità “di svolgere il periodo di tirocinio interamente durante il corso di studi universitari”.

La misura viene letta come un modo per accompagnare più velocemente i giovani verso l’abilitazione professionale, riducendo tempi e passaggi burocratici.

Professioni e demografia: una sfida che riguarda i giovani

L’intervento di Boccia evidenzia come l’inverno demografico venga considerato un fattore che incide anche sulle scelte organizzative delle professioni. Ridurre la distanza tra università e lavoro diventa, in questa prospettiva, un elemento strategico per sostenere le nuove generazioni e rendere più attrattivi i percorsi abilitanti.

Nel dibattito parlamentare sulla riforma, la proposta del tirocinio interamente universitario si inserisce quindi come una risposta concreta alle trasformazioni demografiche e occupazionali del Paese.

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