Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Federico Geremicca (La Stampa): «Lo stato dei rapporti tra il governo e le Regioni è pessimo»

Sulla Stampa Federico Geremicca commenta “il pessimo stato dei rapporti tra il governo e le Regioni” sulle misure da adottare per contenere l’epidemia.

Il nuovo Dpcm è stato firmato nella notte, ma “resta confermata – sostiene Geremicca – la sgradevole sensazione di un tessuto politico-istituzionale che si va slabbrando in un momento effettivamente delicatissimo (tanto da render necessari frequenti interventi di un preoccupato Capo dello Stato). Appartenenze politiche e ricerca del consenso stanno allontanando ulteriormente governo e regioni, mai davvero in sintonia fin dall’avvio della difficile partita contro il Covid.

La polemica, dunque, è sempre più aperta e al centro c’è il grado di rigore da tenere di fronte alla seconda ondata. Fiutando la stanchezza della gente e scossi dalle manifestazioni che riempiono le loro piazze, i presidenti di Regione sembrano essersi acconciati ad una linea più vicina a quegli umori che alla gravità della situazione che va maturando.

E’ dall’inizio dell’estate, in realtà – dopo un inverno trascorso a chiudere confini, minacciare lanciafiamme e istituire zone rosse – che i governatori hanno cambiato passo, contestando apertamente un certo ‘rigorismo’ del governo e il lavoro del Comitato tecnico scientifico. Il punto è che anche il presidente del Consiglio, fiutato il clima nel Paese e visto il peggiorare dei sondaggi, sembra attestato su una linea, diciamo così, di grande prudenza circa le misure da varare.

E così, mentre dalla Lombardia al Piemonte i medici invocano dei lockdown mirati prima che sia troppo tardi, le risposte sono vaghe, contraddittorie e soprattutto lente. Il dramma è che due prudenze potrebbero produrre misure inadeguate o addirittura la paralisi. Che è davvero l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno in queste ore sempre più buie”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.