La candidatura di Roma per ospitare la sede dell’Euca, l’agenzia delle dogane Ue, “ha molti punti di forza. Il primo, essenziale, è l’immobile. Un immobile dedicato, specifico, con presidi di sicurezza e di gestione che nessun altro immobile ha”.
Lo sottolinea il sottosegretario all’Economia Federico Freni, a Bruxelles a margine dell’audizione in commissione Imco dedicata alle nove candidature per la sede della nuova agenzia (oltre a Roma, L’Aja, Zagabria, Bucarest, Porto, Lille, Liegi, Malaga e Varsavia).
Un altro punto di forza, secondo Freni, è “la logistica, una logistica dedicata vicino all’aeroporto.
Abbiamo presidi di sicurezza, grazie al polo strategico nazionale, che nessun Paese ha, perché siamo l’unico Paese che ha un cloud sovrano gestito autonomamente”.
Poi, “sicuramente la forza dell’esperienza doganale, che ho definito olistica in Italia e che nasce dall’interconnessione tra Guardia di Finanza, Agenzia delle delle Dogane e Olaf”.
Alla domanda se ci siano candidature concorrenti che teme in particolare, Freni risponde che “quando ci candidiamo a qualcosa, non si temono mai i concorrenti.
Si guardano i propri punti di forza e si crede nei propri punti di forza, sempre”.
Uno degli atout dell’offerta italiana è quello dei costi dell’immobile, che saranno a carico dell’Italia: “Siamo gli unici” – sottolinea – “che pagano tutto.
Siamo orgogliosi di pagare tutto, perché crediamo in questo progetto.
Siamo l’unico Paese che mette a disposizione le risorse, ora e per il futuro, per consentire che nulla gravi sul bilancio dell’agenzia o sul bilancio comunitario”.








