“Falce e Carrello”, il fortunato pamphlet scritto da quel geniale imprenditore che è stato Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, viene riproposto in una nuova edizione dalla figlia Marina che ne ha spiegato le ragioni in un’intervista sul “Corriere della Sera”. È un’occasione, per Marina, per riproporre la forte personalità del fondatore dell’impero italiano della grande distribuzione, le eterne lotte con i supermercati Coop, altro big del settore, e per accennare con signorilità anche ai contrasti della sua famiglia sul futuro di Esselunga su cui è proprio lei, attualmente, a occupare il ponte di comando.
Non c’è nessun accenno, invece, alle dimostrazioni degli agricoltori che in questi giorni hanno riempito le strade di molte città italiane. Gli imprenditori agricoli portano avanti anche rivendicazioni che lasciano perplessi, come quella di non voler pagare le tasse, ma certamente qualche ragione sembrano averla quando sostengono che le loro derrate sono acquistate a prezzi risibili dalla grande distribuzione per essere rivendute a prezzi molto maggiorati negli scaffali dei supermercati. Hanno ragione, non ce l’hanno? Sarebbe stato interessante sapere che ne pensa il (la) boss della grande distribuzione in Italia. L’agricoltura, non soltanto in Italia, vive di sussidi, ma se vivesse anche di redditi forse sarebbe meglio.
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